Palestinesi marchiati con un numero sulla fronte. Soldati israeliani sotto accusa: «Immagine che ricorda tempi bui»
Secondo i racconti alcuni sarebbero anche stati picchiati durante l'arresto e torchiati con minacciosi interrogatoriPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Sulla fronte e sulle braccia c'è un numero marchiato, il '44'. Mentre negli occhi l'espressione esausta dopo l'ennesimo fermo dei militari. Così Ahmed Hatna, abitante della località di Qabatiyah, nel nord della Cisgiordania, è uscito da uno dei tanti recenti episodi controversi per cui è ora sotto accusa la condotta dei soldati israeliani in questa terra, già martoriata dalle continue violenze dei coloni estremisti. E come Ahmed, secondo fonti locali, anche altri palestinesi trattenuti in un blitz dell'Idf di lunedì sono stati rilasciati dopo esser stati contrassegnati "con numeri scritti a pennarello" in alcune parti del corpo.
Alcuni sarebbero inoltre stati "picchiati" durante l'arresto e torchiati con minacciosi interrogatori.
Il caso, riferito dal quotidiano Haaretz, ha suscitato particolare scalpore, tanto da portare lo stesso esercito israeliano ad ammettere che i soldati coinvolti hanno esagerato.
«È così che si presenta la disumanizzazione: si cancella l'essere umano e lo si trasforma in un numero», aveva tuonato prima, nel denunciare l'accaduto via social, Ahmad Tibi, membro della Knesset e leader del partito arabo-israeliano Ta'al. «È un'immagine che ricorda periodi bui», aggiungeva, commentando un servizio di una tv locale sull'accaduto.
Nel dare una prima versione ufficiale sui fatti, l'Idf ha spiegato di aver condotto un'irruzione in un centinaio di edifici per cercare individui "coinvolti nella pianificazione di attentati", arrestando due sospetti e interrogando altre persone. Fonti del posto hanno parlato di un numero maggiore di fermati e del fatto che alcuni avevano subito percosse. "Non ci trattano come esseri umani", ha denunciato uno dei coinvolti. Successivamente, l'esercito ha ammesso che i militari avevano «contrassegnato i sospetti che venivano interrogati nell'ambito dell'operazione» e che il rimprovero dei loro superiori per tale azione, ritenuta "grave", era stata occasione di "imparare le lezioni opportune".
Non è la prima volta che accade qualcosa di simile: ad aprile, soldati israeliani avevano scritto numeri sulle mani di donne palestinesi che entravano nel campo profughi di Jenin, pratica definita poi dall'Idf come una "cattiva valutazione".
Il blitz di Qabatiyah è avvenuto nell'ambito di una escalation di tensione in Cisgiordania, dovuta ad azioni spesso violente di coloni volte a recuperare insediamenti precedentemente dismessi, cui generalmente governo e forze militari reagiscono con silenzio e inazione.
(Unioneonline)
