Gli italiani sono sempre più anziani ed aumenta la richiesta di cure ed assistenza ma, per contro, gli ospedali faticano a garantire posti letto nei reparti di Medicina interna, i più indicati a trattare le patologie dei pazienti senior. E la Sardegna presenta la situazione peggiore tra le regioni assieme a Calabria e Sicilia. 

È quanto emerge da una nuova indagine della Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti (Fadoi), condotta su 269 dipartimenti ospedalieri.

A livello nazionale il 77% dei ricoverati ha oggi più di 70 anni e più di 4 patologie croniche concomitanti. Nei reparti di Medicina interna che devono ricerverli mancano però in media un medico e un infermiere su 5, la metà dei reparti è in overbooking (ovvero il sovraffollamento che costringe a soluzioni emergenziali) e due pazienti su tre pagano il prezzo del boarding (la permanenza prolungata) nei pronto soccorso, passando ore se non giorni in lettiga aspettando un letto che non c'è.

Guardando ai dati regionali diffusi da Fadoi, la Sardegna fa registrare l’83% di overbooking e una percentuale simile anche per quanto riguarda il boarding. Numeri da maglia nera, assieme a quelli della Calabria (che ha il 100% in entrambe le voci) e della Sicilia (78% overbooking, boarding 94%).

La situazione migliore si registra invece in Toscana, che ha un overbooking del 17% e un boarding del 61%). 

«In Italia – spiega Fadoi – i reparti di Medicina interna sono sempre più in overbooking per carenza di letti, personale e dotazioni tecnologiche. Colpa di una loro obsoleta classificazione come reparti “a bassa intensità di cura”, quando la realtà odierna dice che proprio per l'età e la presenza di più patologie concomitanti oltre la metà dei ricoverati nelle medicine interne (il 50,9%) richiede invece una medio-alta intensità di cura.

Essere considerati a bassa intensità di cura significa però avere diritto a meno personale, un minor numero di letti e di strumentazioni, e questo – avverte Fadoi - implica inevitabilmente

un danno per i pazienti».

(Unioneonline)

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