Pirati nostrani in azione a Napoli, al largo di Posillipo. La rapina è stata messa a segno ieri sera, intorno alle 21, da tre persone che, a bordo di un gommone, hanno aggredito un imprenditore di Cardito (Napoli), titolare di una concessionaria d'auto, e un suo dipendente col quale si trovava su un'imbarcazione di 13 metri ferma nello specchio d'acqua antistante palazzo Donn'Anna. Tipiche della pirateria le tecniche d'ingaggio adottate. I tre rapinatori, due di loro armati di mitraglietta e pistola, hanno speronato col gommone l'imbarcazione dell' imprenditore, un Manò marine da 38 piedi e mezzo e poi, una volta preso possesso dell'imbarcazione, hanno rapinato i due uomini dei rispettivi orologi, un Rolex e un Sector, della carta di credito, contanti per 1300 euro, un anello d'oro e cellulari. Poi hanno dotato di giubbotti di salvataggio le due vittime della rapina costringendoli a buttarsi a mare e impadronendosi della barca a bordo della quale hanno fatto perdere le tracce. I due uomini, di 38 e 46 anni, sono stati tratti in salvo dai canottieri del vicino circolo Posillipo che si stavano allenando in quelle acque e che li hanno portati a riva a bordo delle loro canoe. Giunti al circolo Posillipo, sono stati soccorsi da una squadra del 118 per un principio di assideramento. Sull'episodio, riferito oggi da Il Mattino e del quale non si ricordano precedenti analoghi, indagano la squadra mobile di Napoli e la Capitaneria di Porto.

UN’ORA A MOLLO. "Quando, dopo circa un'ora a mollo, li abbiamo portati a riva sulle nostre canoe erano increduli e scossi per quanto accaduto". Guglielmo Cannone, consigliere del circolo napoletano Posillipo, e responsabile del settore canottaggio, è stato tra i primi ad assistere i due malcapitati che ieri sera, nelle acque del golfo di Napoli, sono stati depredati di tutto da tre banditi del mare. "Da uomo di mare - osserva - posso dire di non aver mai visto nulla di simile da queste parti prima di ieri". "Ci hanno raccontato - riferisce Cannone - che stavano facendo una gita ad andatura molto lenta nelle acque antistanti Villa Rosebery, (la residenza del presidente della Repubblica a Napoli, ndr) ed erano a circa 500 metri dalla costa, quando hanno subito l'assalto di un gommone con tre persone a bordo. Due di queste, armate di mitraglietta e pistola, sono salite a bordo del 13 metri (a bordo del quale c'era Antonio Fortunato e il suo collaboratore Antonio Chirico) e in pochi secondi li hanno spogliati di quello che avevano. Quindi li hanno buttati a mare, e a uno di loro che ha detto di non saper nuotare, hanno gettato un salvagente. Quindi se ne sono andati a tutta velocità, mentre il gommone usato per l'assalto si era già allontanato". Il fatto è avvenuto intorno alle 20. Più o meno un'ora dopo, in quello stesso specchio d'acqua, passano tre imbarcazioni del circolo Posillipo: sono i canottieri del 'Coastal rowing', una nuova disciplina della federazione. Sono loro, guidati dall'allenatore Peppe Del Gaudio, a raccattare a poppa i naufraghi e a condurli scossi e infreddoliti al circolo.

MARE FAR WEST. "Il mare è diventato una specie di Far West, dove ognuno fa quello che vuole rimanendo impunito. Quello che è successo ieri a Napoli è senza precedenti e allo stesso tempo allarmante". Pippo Dalla Vecchia, presidente del circolo Savoia, ex velista e canottiere, è un vecchio lupo di mare, eppure l'azione di pirateria ai danni dell'imprenditore di Cardito e di un suo amico, consumata ieri sera al largo di Posillipo, lo ha colpito non poco. "Da molti anni dico - commenta il patron del circolo di Mascalzone Latino - che nel golfo di Napoli si replica quello che succede nelle strade dove capita che ti facciano scendere dalla macchina con una pistola puntata addosso. Questi non sono pirati, sono rapinatori. Frequento il mare e vedo la stessa arroganza che c'è sulle strade: sono molto preoccupato. E' un primo segnale inquietante di qualcosa di negativo che si potrebbe innescare". E ora la paura potrebbe impadronirsi di chi sceglie il mare per un momento di relax: "I motoscafi dai 12 ai 18 metri - spiega - hanno un mercato e sono facilmente nascondibili. Io ho una vela d'epoca in legno facilmente riconoscibile e non mi preoccupo ma se devo dormire in barca adesso ci penso su".
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