La guerriglia urbana degli antagonisti a Torino infiamma il dibattito politico. La premier Giorgia Meloni parla di «aggressioni violente con l'obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta». Il titolare del Viminale Matteo Piantedosi definisce gli antagonisti «un pericolo per la democrazia».

E davanti alle immagini di un poliziotto circondato e picchiato con spranghe e martelli, interviene anche il Capo dello Stato Sergio Mattarella che ha telefonato a Piantedosi per esprimere solidarietà all'agente aggredito. Dalla Lega a Forza Italia la maggioranza accusa la sinistra di legittimare certi comportamenti violenti. «Delinquenti quelli di Askatasuna: peggio di loro c'è solo chi li difende, coccola, giustifica o protegge», tuona il vicepremier Matteo Salvini.

E la maggioranza torna a spingere sul pacchetto sicurezza: «Ecco perché servono le nuove norme sulla sicurezza che il governo sta preparando», assicura Tajani. Piantedosi ha annunciato che il pacchetto sarà discusso la settimana prossima prossima e si lavorerà per «proporre nuove norme». E, secondo quanto si apprende, riprende forza il fermo di polizia preventivo di 12 ore per i soggetti noti pericolosi. Una misura che sarebbe ritenuta "fondamentale" dagli addetti ai lavori per consentire lo svolgimento pacifico delle manifestazioni.

La segretaria del Pd Elly Schlein esprime solidarietà alla polizia: «Quelle che giungono da Torino sono immagini inqualificabili di una violenza inaccettabile. La nostra condanna della violenza è, come sempre, la più ferma e auspichiamo che gli aggressori vengano individuati al più presto».

Gli antagonisti, nella lunga giornata torinese, hanno aspettato il buio per staccarsi dal corteo nazionale di Askatasuna a Torino e per cercare di sfondare i cordoni delle forze dell'ordine. È da lì è partita la guerriglia in punti diversi del quartiere Vanchiglia, dove il centro sociale aveva sede prima dello sgombero del 18 dicembre. Sono stati gruppi di autonomi e di anarchici a lanciare bottiglie, razzi da tubi di metallo artigianali, pietre, fumogeni. È accaduto dietro il campus universitario Einaudi, ma ancora prima in corso Regina Margherita 47, dove per quasi trent'anni Askatasuna ha avuto un piccolo palazzo. La polizia ha risposto con lacrimogeni, idranti e cariche di alleggerimento, con un faccia a faccia che ha superato l'ora e mezza. Fiamme sono state appiccate a cassonetti e anche a un blindato della polizia, spento dagli agenti stessi.

In mezzo alle strade è stato lanciato tutto ciò che era a portata di mano, dalle sedie dei locali chiusi a pali stradali divelti. Un poliziotto è stato circondato e preso a calci e pugni e pure colpito con un martello. Aggrediti anche Bianca Leonardi e il suo filmaker, della troupe Rai di Far West. Tra le forze dell'ordine i feriti sono 31. All'inizio del corteo, 15.000 in strada secondo le forze dell'ordine, 50.000 per gli organizzatori, si erano uniti sindacati di base, militanti di centri sociali non solo dall'Italia, il movimento No Tav, il fumettista Zerocalcare. 

Tra i feriti un 29enne circondato e preso a calci, pugni e martellate con inaudita violenza. A salvarlo sono stati i colleghi intervenuti per proteggerlo. Ora Alessandro è ricoverato al pronto soccorso chirurgico, ha riportato contusioni multiple e una ferita da martello sulla coscia sinistra, già suturata.

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Un'aggressione, quella nei confronti del poliziotto che è sposato e ha un figlio, durata pochi ma interminabili secondi che descrivono la guerriglia urbana che ha colpito il capoluogo piemontese, per circa tre ore.

I gruppi di incappucciati si chiamavano con nomi in codice mentre attaccavano le forze dell’ordine: Blu, Ugo, Kiwi, Mango. Anarchici e autonomi, divisi dalle idee politiche, ma uniti durante l'assalto. Un unico blocco nero che, quando ha iniziato a fare buio sulla città ha attaccato.

(Unioneonline)

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