Garlasco, spunta una “valutazione” su Stasi del 2007 mai depositata
Un atto acquisito dai pm al Ris e attribuito alla psicologa e criminologa Alessandra Bramante: lei smentisceAlberto Stasi (Ansa - Massimo Percossi)
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Mentre sono attese in Procura a Pavia le convocazioni di coloro che, 19 anni fa, hanno lavorato alle indagini sul delitto di Chiara Poggi, spunta un nuovo capitolo, sempre sull'operato degli ex investigatori del Ris, che, a una prima lettura, sembra gettare ancora ombre sull'inchiesta dell'epoca. E spianare sempre più la strada a una richiesta di revisione della sentenza di condanna a 16 anni per Alberto Stasi. Con la recente chiusura dell'inchiesta con cui i pm pavesi puntano il dito contro Andrea Sempio e rileggono la vicenda tentando di scagionare Stasi, viene a galla, infatti, un effetto collaterale dei recenti accertamenti effettuati dai carabinieri su delega dei pm guidati da Fabio Napoleone. Effetti che tirano in ballo investigatori e consulenti dell'epoca, mettendo in secondo piano il commesso 38enne nei cui confronti si prospetta una richiesta di rinvio a giudizio.
Dopo il caso del Dna sui pedali, con due esiti nulli mai finiti nel fascicolo dell'epoca, spunta una misteriosa relazione, scovata tra la documentazione acquisita il 10 settembre nei laboratori del Ris di Parma, sulla personalità dell'ex studente bocconiano. Una relazione con intestazione, indirizzo di studio e mail della psicologa e criminologa Alessandra Bramante, che condensa in 13 pagine aspetti del carattere dell'allora indagato, ma anche commenti investigativi e considerazioni sui suoi verbali. E che, da quel che risulta, non sarebbe stata mai chiesta dalla pm Rosa Muscio, allora in servizio a Vigevano, né mai depositata alle parti. «Non ho mai fatto alcun profilo, se faccio relazioni metto data e firma», è intervenuta la diretta interessata, la quale in una nota ha spiegato di non aver mai avuto a che fare con Stasi, aggiungendo che mai avrebbe scritto una relazione di questo tipo su carta intestata senza sottoscriverla. In quel documento ci sono tre colonne che riportano interi passaggi delle dichiarazioni di Stasi in tre verbali, da lui resi tra il 13 e il 22 agosto 2007 alla pm Muscio, che sarà tra i testi convocati a breve dagli inquirenti pavesi.
In base agli interrogatori resi all'indomani del delitto dal fidanzato di Chiara, sono stati messi nero su bianco osservazioni e commenti, poi catalogati in 17 punti per descrivere alcune peculiarità del suo carattere: «Tendenza narcisistica», «ambivalenza e contraddizioni rispetto al sesso», «freddezza», «calcolatore», «mancanza assoluta di emozioni (positive o negative)», «indifferenza estrema nei confronti della vittima». Oltre a considerazioni del tipo: alcune «frasi sono riportate in modo meccanico come se fossero state imparate a memoria» o «Chiara non è mai pensata ... come se non fosse mai stata la sua fidanzata (tanto che dice ai soccorritori che c'è una ragazza morta)».
«Potrebbe essere un'attività di iniziativa della polizia giudiziaria - è il commento di Dario Redaelli, esperto del pool dei consulenti dei Poggi - i cui esisti non sono stati formalizzati al pubblico ministero, perché non sono stati ritenuti rilevanti. Poi, mi sembra forzato dire che da ciò deriva la definizione», quella passata alla ribalta delle cronache, «del 'biondino con gli occhi di ghiaccio', anche perché quel documento non è mai stato reso pubblico».
Sul caso, che di certo farà parte di uno dei nuovi fascicoli stralcio, è intervenuto anche il comandante dei Carabinieri, Salvatore Luongo: «Se la magistratura accerterà irregolarità o responsabilità individuali nel passato, la risposta dell'Arma sarà di totale collaborazione, di massima trasparenza e anche assoluta fermezza». Intanto, per la difesa di Stasi si allungano i tempi della istanza di revisione, perché continuano a venire a galla dagli atti dei pm elementi a favore del 43enne e su presunte irregolarità nelle indagini di un tempo. In più, ci sono le «nuove prove» raccolte dagli stessi legali Bocellari e De Rensis, tra cui una che «farà rumore», pare una nuova testimonianza.
(Unioneonline)
