Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge in materia di costo dei carburanti. Nel corso della riunione il Governo ha prorogato fino al 5 settembre il taglio delle accise sul gasolio.

Il costo della misura (“Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della nuova crisi dei mercati internazionali”) si aggirerebbe attorno ai 130 milioni di euro, con lo “sconto” che continuerà ad essere di 17 centesimi al litro.

Il provvedimento dell’Esecutivo è volto a calmierare i prezzi, impedendo ulteriori impennate. In Sardegna (dati Ministero delle Imprese) il prezzo per un litro di diesel self ha toccato 2,148 euro, mentre la benzina self 2,029 euro/litro (solo lunedì i prezzi medi nell’Isola erano di 2,141 euro al litro per il diesel e di 2,022 per la benzina).

E dopo il 5 settembre? Da quanto si apprende il Governo conta di far scattare nuove modalità di sostegni contro il caro-carburante «selettivi sulla base del reddito». Le forme di queste misure verranno valutate nei prossimi giorni. 

«Ci aspettavamo di più», il commento del Codacons alla proroga decisa dal CdM. «La misura varata oggi dal governo, con il taglio delle accise fino al 5 settembre solo per il gasolio, è una misura annacquata che scontenta tutti gli automobilisti e non risolve l’emergenza in corso», aggiunge l’associazione dei consumatori, che evidenzia: «Il prezzo medio del gasolio ha infatti ampiamente superato il record storico toccato nel 2022, e sulle autostrade al servito si raggiungono punte superiori ai 2,7 euro al litro in diversi impianti. Da inizio luglio il diesel costa ben 23,8 centesimi al litro in più, con un aggravio da quasi +12 euro a pieno, a dimostrazione di come un taglio di appena 17 centesimi di euro sia del tutto insufficiente e inadeguato».

«Dal governo poi – prosegue il Codacons - nessun provvedimento sulla benzina, nonostante il prezzo della verde viaggi verso i 2,1 euro al litro in autostrada, con un rialzo da inizio luglio di 19,7 centesimi al litro sulla rete ordinaria, pari ad una maggiore spesa da circa +9,9 euro a pieno per 17 milioni di italiani proprietari di auto alimentate a benzina. La decisione presa oggi – conclude il Codacons – non salverà gli italiani dalla stangata carburanti che si sta abbattendo sulle tasche delle famiglie».

(Unioneonline/l.f.)

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