Dai problemi strutturali ai topi negli istituti, gli studenti scendono in piazza Garibaldi per chiedere scuole più sicure. La manifestazione “Soldi alla scuola, non alla guerra” si svolge in concomitanza degli altri presidi nella penisola per il "No Meloni Day".

Dopo le proteste che hanno coinvolto diversi istituti del cagliaritano, almeno seicento tra ragazzi e ragazze provenienti da più istituti si sono riuniti dalle nove per lamentarsi delle condizioni delle scuole nel capoluogo.

Nella piazza sono presenti anche le forze dell’ordine con presidi della Digos e dei carabinieri nel servizio di presidio della manifestazione.

«Siamo qui perché vogliamo un’edilizia scolastica migliore per poter studiare dignitosamente», spiega Jacopo Melis del Liceo artistico Foiso Fois.

«Ci appelliamo affinché le istituzioni scolastiche risolvano il problema nel minor tempo possibile. Non è pensabile che nel 2026 dobbiamo andare a scuola con il terrore di essere morsi e infettati dai topi».

Poi alle nove e mezza arrivano i primi botti e le trombette, e il corteo parte scandito dagli slogan contro la situazione degli edifici scolastici, gli infortuni sul lavoro e in opposizione al governo. Tra le strade del centro città la prima tappa è in piazza Costituzione per poi spostarsi sotto il Consiglio regionale così da portare le loro istanze alle istituzioni sarde.

«Quella che facciamo oggi non è una richiesta rivolta soltanto al ministero dell’Istruzione, ma soprattutto agli studenti, perché continuino a organizzarsi e mobilitarsi». Maryia Artsiushkevich, del liceo artistico Foiso Fois, parla davanti a centinaia di ragazzi che applaudono alle sue parole. Il corteo in tarda mattinata ha raggiunto il Consiglio regionale, dove slogan e richieste degli studenti risuonano sotto il palazzo di via Roma.

«Vogliamo essere ascoltati, perché le scuole sono a pezzi e non è una cosa normale. Questa è la prima manifestazione seria che facciamo», continua Maryia. L’obiettivo è arrivare a un confronto con la politica regionale e chiedere risposte sulle condizioni degli istituti.

Alle 11 i ragazzi affiggono cartelli e manifesti nel piazzale. Tra loro, una studentessa porta una fotografia del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, ritratto con un fiocchetto rosa e una pagella insufficiente.

Ora gli studenti aspettano un segnale dalla politica regionale, mentre la protesta prosegue davanti al palazzo di via Roma.

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