“Pagu pagu”, dice l’uomo avanti con gli anni a bordo di un’utilitaria grigia, lato passeggero. Poco poco, che non è il massimo, ma è comunque meglio di niente. Così, nella mattina dell’entrata in vigore dei tetti massimi su benzina e diesel sono in tanti ad approfittarne. Non è dunque un caso se ì distributori dove il taglio prezzi è davvero partito siano decisamente più affollati degli altri: 2 euro e 19 al litro per il gasolio, 1,99 per la benzina, così come da provvedimento dell’Eni.

Tarda invece l’adeguamento annunciato dalla Ip, per ora fermo alla fase delle belle intenzioni. Almeno a Cagliari, dove le stazioni di rifornimento continuano a viaggiare sui vecchi e cari tariffari. Così si punta altrove, a caccia del risparmio, con un coro unanime di proteste che accompagnano la novità del giorno. «Una vergogna prima, e adesso non è che vada comunque bene. È tutto troppo caro», sintetizza Anna Piras, in fila alla Eni all’ingresso di Pirri. Uno dei più affollati in questa mattinata a caccia di sconti dove ci si accontenta ma non si esulta.

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