Teulada, scene di guerra: il boato delle bombe dietro le dune di Is Arenas Biancas
Dune bianche, bombe vere. Ultimo venerdì di ottobre, estrema propaggine sud occidentale della Sardegna: nel poligono di Teulada si spara, come sempre. E l’eco delle esplosioni generate dall’artiglieria dei mezzi blindati si sente a distanza di chilometri, mentre dietro le colline di granelli candidi di Is Arenas Biancas – perla ambientale della costa di Sant’Anna Arresi – si alzano alti i pennacchi di fumo.
Scene da ordinarie esercitazioni militari d’inizio autunno, nell’Isola coinvolta da tutte le grandi manovre delle forze armate italiane e della Nato: quest’anno le esercitazioni si chiamano Steadfast Noon (di deterrenza nucleare), Mare Aperto, Neptune Strike. Prima le battaglia navali che hanno interdetto ampi specchi di mare al largo, poi i decolli di caccia dalla portaerei Cavour. E, ancora, se simulazioni di sbarchi anfibi sulle coste della Sardegna. E, come sempre, i carri armati che sparano. Per esigenze di Difesa, è la giustificazione: l’Italia deve essere pronta a ogni evenienza. Anche alla guerra.
