Serramanna, la struggente lettera delle amiche per Federico Chia
C’è una lettera con dei fiori, in via Roma a Serramanna, dove nella notte a soli 17 anni è morto Federico Chia: era in scooter con un amico quindicenne – non grave – quando insieme sono andati a sbattere contro un muro. Un colpo fatale, una giovane vita spezzata. E spezzati, come tanti altri, sono anche i cuori di due amiche della vittima. Si firmano Meli e Ambra. Usano carta, penna e dolore per rivolgersi all’amico che non c’è più.
«Caro Fede, non sappiamo nemmeno da dove iniziare. Forse perché non esistono parole abbastanza grandi per dire quello che stiamo provando in questo momento», esordiscono con una grafia in stampatello, «Forse perché scrivere "caro Fede" oggi fa troppo male, perché nella nostra testa continuiamo a pensare che tra poco tornerai». O che arriverà «una tua chiamata, una battuta, una risata o uno dei tuoi soliti modi di prenderci in giro. E invece eccoci qui, a dover parlare di te al passato, quando noi non siamo pronte a farlo».
Le ragazze aggiungono poi, in corsivo: «Non siamo pronte a dire che eri un nostro amico, perché tu sei il nostro fratello. Lo sarai oggi, domani, tra un mese, tra dieci anni e per tutta la vita. Non possiamo accettare che non ti abbiamo dato l’ultimo saluto fatto per bene. Sappiamo solo», si legge ancora, «che ci manchi già da morire e che una parte di noi non riesce ancora a capire come sia possibile che tu non possa più essere qui.
Fede grazie per ogni singolo momento che ci hai regalato. Grazie per ogni risata, grazie per quelle volte in cui hai fatto stare tutti insieme per stare bene. Grazie per le battute, per le prese in giro, per le parole dette senza
pensare e per tutti quei momenti passati insieme».
Poi un’aggiunta, forse scritta tra sorriso e lacrime: «E soprattutto grazie per i nostri giri sull’Sh solo tuo. Grazie fede di tutto, sei il migliore al sempre e per sempre. Brilla per noi e sorridi come hai sempre fatto anche da lassù: ci manchi da morire fratello nostro».
