Sardegna, Ibiza, Formentera: la stagione della svolta?

10 settembre 2026 alle 19:07aggiornato il 10 settembre 2026 alle 19:11

Le isole del Mediterraneo cominciano a fare i conti della stagione turistica. La Sardegna, Ibiza e Formentera sono molto diverse per dimensioni. Ibiza ha poco più di 570 chilometri quadrati, Formentera appena 83. La Sardegna supera i 24 mila.

A Ibiza e Formentera, nei primi sette mesi del 2026, sono arrivati 2 milioni e 100 mila turisti. Soltanto a luglio 711 mila, tre su quattro dall'estero. L'occupazione alberghiera ha sfiorato il 90 per cento.

E cresce il valore economico. A luglio la spesa turistica ha superato per la prima volta un miliardo di euro: quasi 1.500 euro per visitatore, 271 al giorno. Da gennaio a luglio 2 miliardi e 585 milioni, il 7,5 per cento in più rispetto allo scorso anno.

I pernottamenti alberghieri tra maggio e luglio sono però diminuiti di quasi il 3 per cento. Soggiorni più brevi, dunque, ma maggiore capacità di spesa.

A Ibiza e Formentera vaste zone sono classificate come aree naturali di speciale interesse: da Ses Salines agli Amunts, da Cap de Barbaria a Migjorn e La Mola.

Forti vincoli alle costruzioni, niente nuovi porti turistici sul demanio confinante con le aree protette e limiti all'impatto degli edifici sul paesaggio.

Formentera interviene anche sui flussi. Dal primo giugno al 30 settembre il tetto è di 10.287 veicoli. Per i visitatori appena 1.732 automobili private. Quad, camper e caravan hanno quota zero.

Sul mare le praterie di Posidonia sono protette e l'ancoraggio sui fondali occupati dalla pianta è vietato.

Una parte delle risorse prodotte dal turismo ritorna inoltre sul territorio: l'ultima assegnazione dell'ecotassa destina 30 milioni e mezzo a Ibiza e oltre 10 milioni a Formentera, soprattutto per acqua e tutela ambientale.

E la Sardegna?

Il 2025 ha superato i cinque milioni di arrivi e raggiunto quasi 22 milioni di presenze. Nel primo semestre del 2026 la crescita è proseguita: più 8,2 per cento, con gli stranieri a più 11,4.

Agosto ha sostanzialmente confermato i livelli dello scorso anno, ma con soggiorni più brevi e meno italiani. Settembre è ancora in crescita e le prenotazioni si spingono ormai verso ottobre.

La Sardegna ha rispetto a Ibiza un vantaggio evidente: lo spazio. Ma la media regionale può ingannare, perché migliaia di persone si concentrano negli stessi mesi e negli stessi luoghi.

Lo hanno mostrato questa estate le immagini dell'Arcipelago della Maddalena: yacht e gommoni concentrati davanti ad alcune delle cale più preziose del Parco.

E anche qui le regole stanno diventando più severe.

Nel 2026 le autorizzazioni per le unità a noleggio sono state limitate a 450. Nelle zone più sensibili è stato introdotto un tetto giornaliero per le imbarcazioni in locazione e resta il limite massimo di 12 passeggeri per unità.

Entro 500 metri dalla costa la velocità massima è di 7 nodi. L'ancoraggio sulle praterie di Posidonia e sugli altri habitat sensibili è vietato: l'ancora può essere calata soltanto sui fondali consentiti.

Anche a terra gli accessi sono regolamentati. Cala Coticcio e Cala Brigantina, a Caprera, possono essere raggiunte attraverso percorsi controllati con le guide autorizzate dal Parco.

Realtà diverse, ma strumenti che cominciano ad assomigliarsi.

Formentera limita il numero delle automobili. La Maddalena quello di alcune categorie di imbarcazioni. Entrambe proteggono la posidonia e regolano l'accesso alle aree più fragili.

La Sardegna ha realizzato con i vincoli costieri una forte difesa dall'edificazione. Ma oggi la questione va oltre: evitare che il territorio venga consumato dal suo stesso successo, accogliere i turisti senza perdere il paradiso che vengono a cercare.