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Porti e navi a emissioni zero: la sfida dell'elettrificazione
28 settembre 2026 alle 14:27
Sesto San Giovanni, 28 set. (askanews) - L'Unione Europea si è data la scadenza del 2030 per azzerare le emissioni delle navi all'ancora nei porti europei, ma ad oggi solo circa il 20% delle banchine può rispettare quest'obiettivo. Una possibile soluzione la propone ABB, azienda leader globale nell'elettrificazione e nell'automazione, che punta su tecnologie già disponibili per accelerare la transizione del trasporto marittimo.Il ritardo delle infrastrutture portuali rappresenta oggi uno dei principali ostacoli alla decarbonizzazione del settore, ma secondo ABB è possibile iniziare subito avviando la transizione partendo dalle imbarcazioni a corto raggio di piccola e media taglia, come traghetti e navi da lavoro.Le parole di Daniele Bindella, Sales Manager di ABB: "Il ritardo è evidente ed accompagnato da una sfida ancora più grande. I porti europei ad oggi non hanno la capacità energetica per caricare intere flotte contemporaneamente. Per questo motivo, la strategia è quella di seguire una transizione graduale e immediata. La strategia più efficace è quella di partire da imbarcazioni di piccola e media taglia che operano lungo la costa, come traghetti e navi da lavoro. In questo modo, mentre i porti si attrezzano per le grandi navi, riusciamo a dimostrare che la transizione energetica è possibile riducendo le emissioni nei nostri porti".Uno dei temi centrali resta quello della sicurezza e dell'affidabilità dei sistemi di accumulo, elementi decisivi per l'impiego delle propulsioni elettriche in ambito navale.Nuovamente Daniele Bindella: "La sicurezza e la durata sono requisiti fondamentali in mare. Per questo motivo ABB ha scelto una chimica LTO, una tecnologia consapevole e senza compromessi. Questo tipo di batteria è una batteria molto sicura sul mercato perché non è soggetta in stabilità termica. Inoltre, questa batteria riesce a garantire circa 20.000 cicli: ciò consente di avere un risparmio per gli armatori, poiché la durata del pacco batterie si avvicina a 20 anni, molto simile a quella delle imbarcazioni, riducendo costi di manutenzione e di sostituzione".Per ABB la chiave della transizione non è il singolo componente, ma l'integrazione tra batterie, inverter, motori elettrici e piattaforme digitali capaci di ottimizzare la gestione energetica di bordo.Ancora Daniele Bindella: "La nostra ricetta è quella di non considerare i componenti in modo isolato, ma come parte di un ecosistema. Infatti noi abbiamo un concetto pre-ingegnerizzato di un motore a magneti permanenti e un inverter ad alta densità, entrambi raffreddati a liquido e le nostre batterie chimiche LTO. Tutto questo gestito da un software che è in grado di ottimizzare i flussi, garantendo massima affidabilità e sicurezza al sistema".Insomma le tecnologie, dalle batterie all'integrazione digitale, sarebbero già oggi pronte e disponibili su scala industriale. Ma per dare la spinta decisiva alla decarbonizzazione del trasporto marittimo serve ora un quadro regolatorio chiaro, in grado di sbloccare gli investimenti delle imprese e di accelerare fin da subito l'adozione delle tecnologie a emissioni zero.