Penn e Camporesi: le due prime mostre del Centro della Fotografia

05 febbraio 2026 alle 09:50
Roma, 5 feb. (Askanews) - Il Centro della Fotografia di Roma ha inaugurato con due mostre di spessore, dedicate a Irving Penn e a Silvia Camporesi: interpreti di generazioni diverse, ma uniti da un'idea di fare della fotografia qualcosa di più, qualcosa che, ciascuno con la propria sintassi creativa, andasse oltre. La mostra di Penn in particolare è caratterizzata dalla collaborazione con la Maison Européenne de la Photographie di Parigi e celebra un artista storicizzato."Irving Penn - ha detto ad askanews Alessandra Mauro, co-curatrice della mostra - è un fotografo che, come abbiamo riportato nella citazione iniziale della mostra, aveva una sorta di ossessione per la fotografia. La fotografia era un modo di stare nel mondo, di guardare il mondo, di viaggiare e viaggiando, di catturare con la macchina fotografica persone e situazioni e poi certo di farne anche un lavoro, una professione. Lui ha unito queste due cose: sia lavoro professionale sia ricerca personale e soprattutto c'è una cosa molto particolare che ha fatto Irving Penn, che non tutti i fotografi hanno fatto: ha lavorato molto sulla stampa, sulla materialità della fotografia".Al piano superiore dello spazio nell'ex Mattatoio, con una struttura a balconata, è allestita la mostra di Silvia Camporesi "C'è un tempo e un luogo", che è anch'essa un gioiello di sguardo, mistero e sospensione. Un racconto che si inserisce nella grande tradizione del Viaggio in Italia, ma lo aggiorna a una poetica che è convintamente contemporanea. "Ho scelto alcune immagini da cinque serie storiche, più o meno dal 2011 ad oggi, sono qui raccontati circa 15 anni di attività - ci ha spiegato la curatrice Federica Muzzarelli - con un filo conduttore che è quello della frattura e del rapporto con una natura presente, ma anche incombente, misteriosa, ma anche da adddomesticare, che mi è sembrato un po' il filo rosso del lavoro di Silvia. Sicuramente lei è una fotografa, un'artista che piega in senso virtuoso, in senso positivo, quello che le sta attorno, che cerca, una sua idea di paesaggio e di mondo e in questo senso certamente nell'accezione terminologica del sentimentale".Le due esposizioni, entrambe organizzate da Civita, sono aperte al pubblico fino al 29 giugno.