Nepal, quasi mille dispersi e ora si teme una seconda inondazione

28 agosto 2026 alle 12:32
Milano, 28 ago. (askanews) - Quasi mille persone ancora disperse e una nuova piena che minaccia le zone già devastate. In Nepal l'emergenza non è finita, mentre proseguono senza sosta le ricerche dopo la catastrofe di mercoledì.Il bilancio intanto continua ad aggravarsi: secondo l'ultimo bollettino delle autorità nepalesi, i morti sono almeno 477 e i dispersi 977, tra cui 517 cittadini stranieri, di cui tre italiani. Più di 5.100 tra militari e poliziotti e 15 elicotteri sono impegnati nelle operazioni di ricerca e soccorso.Le acque del fiume Trishuli continuano a scorrere cariche di fango attraverso le zone devastate. E a Kathmandu, all'ospedale universitario, i familiari dei dispersi aspettano informazioni e cercano i nomi dei propri cari.La corsa contro il tempo riguarda anche oltre un centinaio di operai rimasti intrappolati in un tunnel nel cantiere di una diga idroelettrica: i soccorritori nepalesi stanno tentando di evacuarli.Ma la nuova emergenza è più a nord, al confine con il Tibet. Dopo la gigantesca frana che ha innescato il disastro si è formato un lago di sbarramento, che contiene circa 2,5 milioni di metri cubi d'acqua e continua a crescere.Con nuove piogge previste, le autorità temono che la barriera di rocce e detriti possa cedere: i soccorsi sono stati sospesi nella zona tibetana di Gyirong e in Nepal la popolazione è stata invitata ad allontanarsi dai fiumi. All'origine della prima piena, secondo le ricostruzioni, ci sarebbe stato il collasso di un ghiacciaio himalayano.