Nepal, Action Aid: qui manca tutto, appello alla solidarietà
29 agosto 2026 alle 11:12
Kathmandu, 29 ago. (askanews) - Nelle aree colpite dalle piene improvvise dei fiumi Bhotekoshi e Trishuli, ActionAid e i suoi partner locali stanno valutando i bisogni delle comunità più colpite, tra Rasuwa, Nuwakot e Dhading. La priorità è raggiungere le famiglie sfollate con cibo, beni essenziali, sapone, kit per l'acqua e l'igiene personale, assorbenti, teli per ripari e assistenza per alloggi temporanei.L'intervento punta anche a proteggere le persone più esposte nell'emergenza: donne e ragazze, bambini, anziani, persone con disabilità, donne incinte e in allattamento.Ne parliamo con Arianna Banfi, operatrice umanitaria di ActionAid, collegata da Kathmandu: la situazione sul terreno, le priorità degli aiuti e le difficoltà per raggiungere le comunità colpite."I bisogni più urgenti sono proprio quelli di prima necessità - spiega Arianna Banfi - a partire dal cibo, dall'acqua potabile che manca, i servizi sanitari, il supporto anche psicologico, perché sono persone che hanno vissuto un trauma. Molto importante dal nostro punto di vista - sottolinea - è anche la protezione che in via prioritaria va data alle donne, alle ragazze che sappiamo essere le più esposte ai rischi di e abusi, soprattutto durante gli sfollamenti e i periodi in generale di crisi e di emergenze"."Spesso creiamo dei rifugi temporanei dedicati proprio alle donne e alle ragazze, a cui poi offriamo anche assistenza psicologica. Noi siamo molto presenti nell'area del Dadhing, - prosegue - quindi l'area più centrale, siamo ancora lontani Rasuwa, perché è molto difficile al momento raggiungerla e raggiungere l'area, perché sono 40 km di strade spazzate via completamente, così come i ponti e quindi tutte le vie di comunicazione sono state completamente bloccate, per cui chi riesce a raggiungere adesso Rasuwa di fatto è il governo con gli elicotteri"."Le difficoltà sono le vie di comunicazione, raggiungere fisicamente Rasuwa e l'area di Rasuwa. Le altre aree - afferma Banfi - sono un po' più accessibili, quindi questo ci permette di arrivare relativamente agevolmente, nel senso che Action Aid lavora da più di 40 anni in Nepal, lavoriamo con uno staff locale e con delle organizzazioni locali, quindi riusciamo a arrivare in maniera molto capillare là dove serve"."La ricostruzione sarà un momento fondamentale, sarà anche probabilmente uno dei momenti più delicati - osserva l'operatrice di Action Aid - perché fra qualche settimana quello che si teme è che si smetterà di parlare di questa emergenza e quindi sarà un po' più difficile avere supporto a livello internazionale, supporto anche economico, che è poi quello che ci permette di portare avanti concretamente il lavoro che facciamo"."Tutto quello che possiamo fare lo possiamo fare grazie ai gesti solidali delle persone e quindi naturalmente ogni gesto solidale in questo momento può tradursi in una risposta concreta anche proprio in favore delle persone colpite", conclude Banfi.