Mulini a vento (di maestrale): l'autore del Don Chisciotte a Cagliari
Che i venti soffino in modo prepotente sulla nostra isola è un fatto risaputo. Che questi venti, nella seconda metà del 1500, abbiano anche spinto fino a Cagliari l'imbarcazione su cui era presente il celebre autore del Don Chisciotte, Miguel De Cervantes, è cosa meno nota. Ricorda questo fatto una targa posizionata dall'Associazione Amici del Libro nel 1955, in piazza Arsenale, un tempo luogo strategico delle fortificazioni cittadine, in cui troviamo scritto: "soldato della spedizione spagnola in Tunisia, giunse nel mare cagliaritano nel settembre del 1573".
Ma cosa era venuto a fare in città l'autore di quello che diventerà il primo romanzo moderno della storia della letteratura? Prima di diventare scrittore Cervantes fu anche soldato e la sua vita fu tutt'altro che tranquilla. Poco più che ventenne si trova costretto ad abbandonare la Spagna rifugiandosi in Italia per evitare, come punizione, il taglio della mano destra, dopo essere stato accusato di aver ferito un uomo. Dopo un'esperienza da cortigiano, decise di arruolarsi ed imbarcarsi nella flotta della Lega Santa, per partecipare, nel 1571 alla famosa battaglia di Lepanto. Qui durante i combattimenti, l'utilizzo della mano lo perse sul serio, anche se di quella sinistra, episodio che gli valse l'appellativo di monco di Lepanto. Qualche anno dopo partecipò ad altre missioni militari tra cui quella diretta in Tunisia ed è proprio durante la navigazione verso quest'ultima, che la flotta, nel 1573, fece tappa a Cagliari.
Che la nostra città fosse uno snodo importante per la partenza delle spedizioni militari in quel periodo storico, non ci deve stupire e ce lo ricordano anche altre iscrizioni, come quella presente all'ingresso della chiesa di San Michele. Si trova incisa sul pulpito di Carlo V, originariamente posizionato nella scomparsa chiesa di San Francesco di Stampace, a ricordare che nel 1535, l'imperatore sbarcò in città con le sue navi, prima di dirigersi verso Tunisi. La flotta seppur numerosa, era probabilmente inferiore rispetto alle seicento unità indicate in un'altra targa, che troviamo presente nella facciata del Palazzo di Città.
