Luogosanto, la sfida della viticoltura al clima torrido: un piano di risparmio idrico

09 ottobre 2026 alle 13:50aggiornato il 09 ottobre 2026 alle 13:51

Sfruttare senza disperdere il bene idrico che può servire nei mesi più critici. Il caldo estremo di questa estate ha costretto le cantine a studiare delle contromosse, gettando le basi per una banca dell'acqua. Alle condizioni di caldo estremo, cui è rimasto esposto il settore agricolo, devono seguire buone azioni per evitare conseguenze ai raccolti.

E in campo vitivinicolo c'è chi anticipa i tempi, come l'azienda Siddura di Luogosanto che ha varato un piano di risparmio idrico. Si sfruttano le cinque sorgenti presenti nel territorio, l'azienda dispone di impianti di irrigazione a goccia e i pannelli fotovoltaici garantiscono, in autoproduzione, il fabbisogno energetico. Non basta ancora, perché l'acqua piovana viene accumulata nei vasconi e usata quando c'è necessità. E insieme all'enologo e all'agronomo si fa largo la figura del meteorologo. Il clima costringe a cambiare e anche per la vendemmia ci si adegua.
Un singolare istituto di credito dell'ambiente che difende il proprio patrimonio naturale in modo da non far mancare alle piante il giusto apporto, nei mesi critici. I mutamenti atmosferici entrano nella programmazione ed è fondamentale saper interpretare tutti i messaggi che arrivano dai vigneti. Assaggiare l'uva, analizzare e poi intervenire. Mattia Piludu direttore generale della cantina Siddura di Luogosanto.