C’è anche il gioielliere Guido Gianni, 66 anni, tra le tre persone graziate dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L’uomo fu condannato a 12 anni e 4 mesi di reclusione per avere ucciso nel 2008 due banditi, e averne ferito un terzo, che tentavano una rapina nella sua gioielleria di Nicolosi, in provincia di Catania.
Il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha concesso la grazia parziale, che ha estinto tre anni e mesi due di reclusione, dopo una pena già espiata di cinque anni e tre mesi. Gianni ora dovrà espiare un residuo di pena detentiva, inferiore a quattro anni, che consente al Tribunale di sorveglianza l'eventuale applicazione dell'istituto dell'affidamento in prova al servizio sociale.

Originario di Torino, da 30 anni viveva nel Catanese: quel giorno sparò a tre banditi che avevano fatto irruzione nel suo negozio, uccidendone due, di 21 anni, e ferendo il terzo, un pregiudicato di 30 anni. All'inizio dell'inchiesta il gioielliere venne indagato per omicidio per legittima difesa, reato che non prevede l'arresto. Nelle varie fasi processuali i periti ricostruirono che l'uomo dopo avere ingaggiato una colluttazione con i banditi li avrebbe feriti, ma i colpi mortali sarebbero stati esplosi mentre fuggivano. Il pm aveva chiesto 17 anni di reclusione.

Gianni, orafo noto nella zona per la sua abilità professionale, spiegò di non avere capito che l'arma degli aggressori, una copia perfetta di una calibro 9, fosse giocattolo, confermando di avere sparato due colpi di pistola in aria a scopo intimidatorio, come aveva già fatto nel dicembre del 1999 sventando un'analoga rapina; ma questa volta i banditi invece di fuggire gli puntarono una pistola alla gola. Nacque una colluttazione durante la quale il gioielliere esplose diversi colpi di arma da fuoco ferendo i tre rapinatori, due dei quali in maniera mortale. Nel 2022 Maria Angela Distefano, la moglie di Guido Gianni, lanciò una petizione su Change.org per chiedere la grazia al presidente della Repubblica. «Ha difeso me, la sua vita e quella di un cliente», disse la donna.

Gli altri decreti di clemenza individuale sono stati adottati in favore di A. A., nato nel 1972, condannato alla pena complessiva di sette anni di reclusione per delitti in materia di stupefacenti e altro. E poi G. B., nato nel 1981, condannato alla pena di dieci anni di reclusione sempre per reati legati agli stupefacenti, commessi tra il 2002 e il 2009. 

(Unioneonline)

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