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Il presidente ideale del Cda? Deloitte: Ascolta e fa le domande giuste
29 settembre 2026 alle 14:17
Milano, 28 set. (askanews) - Non basta più presiedere una riunione o garantire il rispetto delle regole. Con intelligenza artificiale, tensioni geopolitiche e modelli di business che cambiano rapidamente, anche il ruolo del presidente del Consiglio di amministrazione si sta trasformando.A tracciarne l'identikit è uno studio di Nedcommunity e Russell Reynolds Associates, presentato all'Auditorium Deloitte di Milano e costruito sulle testimonianze di 13 presidenti di importanti società e istituzioni italiane."Le risposte, ahimè, oggi è difficile averle sempre pronte su tutti gli argomenti - osserva Fabio Pompei, Ceo Deloitte Central Mediterranean - Questa capacità invece di far emergere le giuste domande da parte di chi ha le competenze, anche per stimolare poi un confronto, un dibattito aperto, questo secondo me è il vero valore aggiunto del presidente".Una leadership quindi diversa da quella dell'amministratore delegato. Il presidente deve creare le condizioni perché competenze e punti di vista diversi emergano nel consiglio, senza sostituirsi a chi gestisce l'azienda. Un presidente, prosegue Pompei, "capace di sollevare domande, stimolare gli amministratori esecutivi, non sostituirsi ovviamente agli amministratori delegati, ma in qualche modo cercare anche di dare degli indirizzi sulle tematiche più complesse".Lo studio mette in evidenza anche un altro aspetto: il lavoro del presidente non si esaurisce nella seduta del consiglio. "C'è la consapevolezza di andare oltre l'etichetta. E soprattutto c'è l'importanza di un lavoro che non si svolge dentro i consigli, ma si svolge tra un consiglio e l'altro e questo dà una continuità di azione a questo ruolo", spiega Marco Giorgino, presidente NedCommunity.Competenze tecniche, dunque, ma anche indipendenza, autorevolezza e capacità di mettere insieme interessi e posizioni diverse. "Bisogna contemperare l'interesse di tutti i soggetti coinvolti, e quindi gli azionisti innanzitutto, ma anche tutti gli stakeholder. Portare a sintesi - conclude Giorgino - le aspettative di tutti questi soggetti è un compito che il Consiglio nella sua collegialità ha e il presidente, come guida del Consiglio, a maggior ragione".
