IA, più è mainstream più torna valore creatività umana

29 gennaio 2026 alle 16:30
Roma, 29 gen. - Per Francesco De Fazio, architetto, l'intelligenza artificiale sta cambiando rapidamente il lavoro nei settori creativi dell'architettura e il design, ma anche il real estate, ma sta anche producendo un effetto collaterale ormai evidente nel quotidiano professionale: mentre l'uso di strumenti digitali e output sviluppati con AI cresce e accelera processi e tempi, aumenta parallelamente la ricerca di elaborati "veri", di creatività riconoscibilmente umana, di matericità e sensorialità. "Lo vedo tutti i giorni: da un lato gli strumenti ci aiutano nel lavoro operativo e riducono il time spending, dall'altro rischiano di rendere ciò che produciamo più generalista, più omogeneo", spiega De Fazio. Secondo l'architetto, proprio perché le creatività generate o assistite dall'AI stanno diventando mainstream, molti brand e aziende stanno spostando l'attenzione su costruzioni più umane e naturali, un orientamento che De Fazio osserva anche nei settori affini citati nel suo intervento, come cinema, fotografia e moda. In questo scenario, sostiene, la tecnologia resta centrale se usata nel modo corretto: come leva per togliere lavoro operativo, liberare tempo e lasciare spazio alla parte che non si può "automatizzare" davvero, cioè visione, idea, gesto creativo. "Lo schizzo a mano, la possibilità di far nascere un'intuizione e riconoscerla come propria, diventano ancora più importanti: l'AI può supportare, ma non deve appiattire", continua De Fazio. Il punto, per De Fazio, è anche culturale oltre che tecnico: con il ritorno di interesse per realtà, tatto, imperfezione e autenticità, cresce il peso della comunicazione e dello storytelling. "Analisi, strategia e capacità narrativa del brand diventano fondamentali, e possono essere coadiuvate da sistemi che velocizzano la parte operativa. È uno scenario imprescindibile per aziende, brand e professionisti che vivono di creatività e comunicazione", conclude