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Hong Kong, vivere in tre metri quadrati
28 maggio 2026 alle 15:25
Hong Kong, 28 mag. (askanews) - A Hong Kong c'è chi vive in tre metri quadrati. Un letto, pochi oggetti, niente bagno privato, niente cucina. Per preparare noodles o una zuppa basta un cuociriso appoggiato accanto al letto.Sono i cosiddetti microalloggi: stanze e box ricavati dividendo vecchi appartamenti in spazi minimi. Da marzo una nuova legge punta a eliminarli progressivamente, imponendo standard più dignitosi: almeno otto metri quadrati, una finestra apribile, lavandino e bagno privato.Ma per molti residenti il primo effetto della riforma è la paura dello sfratto. A Hong Kong oltre 220mila persone vivono ancora in alloggi di questo tipo. Alcuni proprietari hanno già mandato avvisi di sgombero.Lisa Lau vive in una stanza di tre metri quadrati. Guarda serie cinesi seduta sul letto, cucina nella stessa stanza e cerca di non pensare all'avviso di sfratto ricevuto mesi fa.La riforma nasce per mettere fine agli alloggi peggiori. Può obbligare i proprietari a ristrutturare o chiudere spazi insalubri. Ma dove vanno, nel frattempo, le persone che non possono pagare di più?Le associazioni avvertono che molti abitanti dei microalloggi non potranno permettersi le nuove unità abitative. Solo una minoranza, secondo la Society for Community Organization, riuscirà a trasferirsi in spazi regolari.Il caso più estremo sono le "case-cercueil": spazi-letto grandi quanto una branda, impilati uno sull'altro in vecchi dormitori. Le nuove regole non si applicano a questa forma di alloggio.Il governo di Hong Kong afferma di aver aumentato l'offerta di case pubbliche e punta a realizzare circa 196mila unità nei prossimi cinque anni. Per chi vive già in pochi metri, però, il problema è immediato: trovare un posto dove dormire, senza finire ancora di più ai margini.
