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Gerusalemme, al Museo della Torre di David la complessità della città
07 febbraio 2026 alle 11:10
Gerusalemme, 6 feb. (askanews) - Raccontare Gerusalemme significa tenere insieme secoli di storia, religioni e narrazioni spesso in tensione. Per il Tower of David Jerusalem Museum la sfida passa da un racconto fondato su archeologia, tecnologia immersiva e confronto tra comunità. Mentre il governo prova, dopo due anni di guerra, a far ripartire il turismo in Israele, a partire da quello religioso, Gerusalemme resta la città simbolo delle tre grandi religioni monoteiste: ebraismo, cristianesimo e islam.Ne parla Caroline Shapiro, direttrice delle relazioni esterne del museo, tra memoria condivisa, educazione e collaborazioni culturali internazionali, anche con l'Italia. "La Tower of David Jerusalem Museum - spiega Shapiro - ha voluto diventare il nuovo punto di accesso alla Città Vecchia di Gerusalemme e di permettere quindi alle persone di entrare davvero nella città e di immergersi a fondo nella sua storia, che copre quattromila anni. Abbiamo lavorato con un team molto ampio: archeologi, storici, designer e architetti, ma anche con rappresentanti religiosi delle comunità ebraiche, cristiane e musulmane, per riuscire a raccontare la storia di Gerusalemme attraverso reperti originali e tecnologie immersive e interattive, nel modo più rispettoso possibile"."Spero che le persone escano dal museo con una conoscenza molto più profonda della complessità e della bellezza di Gerusalemme, e del modo in cui questa città è rimasta, nel tempo, una fonte di ispirazione, di preghiera e di speranza. Spero anche che - prosegue Shapiro - attraversando il Tower of David, riescano a vedere che Gerusalemme non è solo divisione, ma che questo luogo mette in relazione culture e patrimoni diversi, permettendo di guardare alla città con una luce diversa, più condivisa"."Il Tower of David ha creato un programma che si chiama 'Divercity', con la C e non con la S, che coinvolge i giovani e guarda alla Gerusalemme di oggi. Molte persone arrivano qui con un'immagine della città costruita dai media, senza rendersi conto, per esempio, che la Città Vecchia è uno spazio piccolissimo, meno di un chilometro quadrato, fatto però di strati su strati di storia.Al Tower of David questi strati si vedono fisicamente: si cammina letteralmente attraverso la storia. Quando si ha il tempo di comprendere questo lungo arco temporale, si esce con una conoscenza più profonda, più interessante e, auspicabilmente, con un legame più forte con Gerusalemme", conclude la direttrice del museo.
