Eredità digitale, ecco il mausoleo online di Michela Murgia
«Per chi si muove gli orizzonti si spostano». È la frase di Michela Murgia che accoglie i visitatori del suo mausoleo digitale su Zephorum, dove prende forma una nuova modalità di custodire la memoria online. Gli eredi hanno scelto di sottrarre i contenuti pubblici della scrittrice alle piattaforme social, raccogliendoli in un archivio autonomo e consultabile all'indirizzo https://michelamurgia.zephorum.com .
Zephorum, nata a Cagliari, prima startup legal-tech nel campo dell’eredità digitale, ha gestito un processo complesso, recuperando dati da diverse piattaforme e restituendone il controllo agli eredi. «Tutti abbiamo una vita digitale fatta di account, archivi e contenuti che restano anche dopo la morte», spiega la fondatrice Giulia Salis Nioi. «Senza strumenti adeguati diventa difficile per gli eredi esercitare un diritto che esiste già, quello sulla propria eredità digitale». Un passaggio tutt’altro che scontato. I contenuti online restano spesso legati alle logiche delle big tech, esposti a cancellazioni o usi impropri. «Le piattaforme rendono questi processi complessi, ma i diritti previsti dal GDPR, il regolamento generale sulla protezione dei dati, permettono di recuperarli e controllarli», sottolinea Giovanni Battista Gallus, data protection officer di Zephorum. Il progetto introduce un modello alternativo: i materiali vengono “liberati” dagli algoritmi e collocati in uno spazio stabile. L’archivio ha un doppio livello, pubblico e per la ricerca, e diventa luogo di memoria e studio. Un modo per garantire continuità alla memoria di Michela Murgia, restituendo valore a un patrimonio culturale che continuerà a vivere. Nel video la fondatrice della start-up Giulia Salis Nioi e Giovanni Battista Gallus, data protection officer di Zephorum
