Einstein Telescope, Masoni: «Segnali inesplorati che portano innovazione»

06 novembre 2026 alle 10:02aggiornato il 06 novembre 2026 alle 10:08

Una nuova frontiera della ricerca e un’opportunità di innovazione per la Sardegna. È la prospettiva indicata a Radar, su Videolina, da Alberto Masoni, dirigente di ricerca dell’Istituto nazionale di fisica nucleare.

«Sos Enattos è il sito ideale per l’Einstein Telescope», sottolinea Masoni, richiamando le valutazioni scientifiche raccolte negli anni. Il silenzio sismico è una delle condizioni decisive per osservare segnali debolissimi provenienti dall’universo. Le misurazioni hanno coinvolto enti di ricerca e università, in un lavoro che sostiene la proposta sarda.

Il futuro osservatorio consentirà di studiare il cosmo attraverso le onde gravitazionali. Una possibilità di spingere lo sguardo verso epoche remotissime e comprendere fenomeni ancora inesplorati. La comunità italiana impegnata nel progetto conta, riferisce Masoni, circa 670 tra fisici e ingegneri. Una componente rilevante di una collaborazione internazionale che supera le duemila persone.

Tra le soluzioni studiate c’è quella di due osservatori a forma di L, distanti tra loro. Rilevare lo stesso segnale in luoghi diversi permette di distinguerlo dai disturbi locali.
Per Masoni, questa configurazione rafforzerebbe il ruolo della Sardegna nella futura infrastruttura europea. La scelta coinvolge anche la Germania, dove resta determinante la posizione del governo federale.

L’obiettivo indicato nell’intervista è arrivare a una decisione nel 2027. Centrale anche la sostenibilità, dal riutilizzo dei materiali di scavo ai consumi energetici.
Secondo Masoni, la soluzione con due osservatori offre vantaggi anche nella gestione di questi aspetti. Alcune ricadute dell’impegno scientifico sono già concrete, come il potenziamento delle connessioni digitali.

Il progetto Terabit ha già portato nuova capacità alla rete della ricerca sarda e ai collegamenti con l’esterno.
Un esempio, conclude il ricercatore, di come la candidatura possa produrre benefici già prima dell’osservatorio.