Einstein Telescope, l’Olanda apre alla Sardegna: la decisione che "blinda" Sos Enattos

02 ottobre 2026 alle 13:19aggiornato il 02 ottobre 2026 alle 13:57

Da rivale più agguerrita a possibile alleata. La mossa dell’Olanda ridisegna lo scacchiere europeo dell’Einstein Telescope: l’Euregio Mosa-Reno, storico concorrente di Sos Enattos, che aveva puntato con decisione sulla configurazione a triangolo da realizzare interamente nel proprio territorio, apre ora a quella della doppia L e a una collaborazione con la Sardegna.

La novità emerge dalla posizione assunta dalla ministra olandese della Ricerca, Rianne Letschert, che in una comunicazione al Parlamento ha invitato la comunità scientifica ad approfondire questa possibilità.

«Ci ha parzialmente sorpreso – spiega Alberto Masoni, dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) – perché già a giugno il responsabile della comunità scientifica olandese aveva espresso la posizione che l’Italia sostiene da tempo: la migliore soluzione dal punto di vista scientifico è realizzare due sistemi con geometria a forma di L a grande distanza l’uno dall’altro».

Adesso, però, l’apertura arriva direttamente dal governo olandese. «La ministra della ricerca olandese ha aperto e anzi ha raccomandato alla comunità scientifica di andare avanti per una collaborazione con l’Italia e con la Sardegna». Uno scenario che, in caso di doppia L, sembra blindare la scelta della Sardegna. «Dovendo essere questi due rivelatori a grande distanza, almeno mille chilometri, uno necessariamente dovrà essere quello di Sos Enattos in Sardegna», sottolinea Masoni. Ora Berlino «dovrà decidere se sostenere la Sassonia oppure l’altra regione, la Nord-Reno-Vestfalia, che confina con l’Olanda».

Nel video Alberto Masoni.