Dagli haiku al messaggio di pace, il Giappone secondo Irene Canino

30 gennaio 2026 alle 16:55
Milano, 29 gen. (askanews) - Sirene, donne-volpe, re Dragone e l'incredibile storia degli haiku. Il Giappone è tutto un'avventura attraverso il racconto di Irene Canino, avvocato, blogger e scrittrice che da anni si occupa della diffusione della cultura nipponica. E anche chi ne sa davvero poco, e va poco oltre la lettura dei libri di Marie Kondo, con Canino ha l'opportunità di scoprire tanti aspetti di una civiltà lontana ma per certi versi più vicina di quello che ci si potrebbe aspettare. Nel 2023 ha pubblicato per Mondadori "Il grande libro degli yokai. Storie e leggende del folklore giapponese" e nel 2025 "La mia libreria Tsundoku. Diario di lettura per accumulatori di libri". Non a caso la sua pagina Instagram è stata la prima in Italia interamente dedicata alla letteratura giapponese, diventando un punto di riferimento per appassionati del Paese del Sol Levante. E oggi in un mondo dove tutto corre veloce, a Canino non si può che chiedere dell'haiku, forma poetica giapponese breve ed essenziale. Irene Canino: "Nella cultura contemporanea gli haiku sono una sorta di memoria collettiva, perché rievocano innanzitutto un immaginario poetico che - attraverso i secoli - parte, lo sappiamo, nel suo apice con Matsuo Basho, quindi a metà del XVII secolo ma arriva, si protrae nel tempo fino alla contemporaneità. Attraverso i kigo, che sono le parole stagionali, attraverso la struttura stessa degli haiku si rievoca un immaginario di luoghi, di emozioni, di sensazioni che appartengono profondamente al popolo giapponese. Basti pensare ai fiori di ciliegio, che sono i fiori per antonomasia citati in queste poesie. Quando una poesia cita un fiore, sicuramente è il fiore di ciliegio, quindi rievoca un'appartenenza come popolo, come memoria e come memoria culturale". Ecco, lei ha scritto diversi libri legati appunto a questa tradizione e anche libri che raccontano leggende, storie. Quale storia trova più affascinante? E quale autore trova più affascinante? Irene Canino: "Uno degli autori giapponesi che preferisco è (Ryunosuke) Akutagawa, che è un maestro dei racconti brevi. I suoi racconti hanno spesso tematiche fantasiose ma si mischiano, in realtà sono una chiave di lettura, per raccontare il presente. Lui è un autore che vive nella prima metà del XX secolo, quindi in un Giappone pieno di contrasti, in un Giappone che vive all'ombra di un grande militarismo. Attraverso questi racconti, che molto spesso parlano di yokai, di demoni, racconta le contraddizioni della società ma lancia anche un forte messaggio pacifista. Non è un caso che infatti ancora oggi il premio letterario più famoso del Giappone sia il premio Akutagawa. Questo scrittore non è vissuto a lungo purtroppo come tanti scrittori della sua generazione ma ha profondamente inciso sulla letteratura del suo paese". Quindi da questo autore ci arriva anche un messaggio di pace tanto desiderato in questo periodo? Irene Canino: "Assolutamente sì, in questo senso uno dei suoi racconti più significativi è quello che riscrive la leggenda di Momotaro. Momotaro era questo eroe dotato di una forza sovrumana che nasce da una pesca, è una delle leggende più famose del folklore giapponese, tutti i bambini la conoscono. Momotaro nella storia tradizionale va a lottare contro i demoni e riporta la pace nel suo regno, nel suo territorio. Quello che riscrive Akutagawa però è una nuova versione in cui Momotaro è una sorta di conquistatore giapponese che si impone su questa isola dei demoni che in realtà vivono pacificamente per i fatti loro, sono tranquilli, li devasta brutalmente e torna con questi demoni a seguito ridotti in schiavitù. Quindi questa era proprio una metafora della società del Giappone in quegli anni".Intervista di Cristina GiulianoMontaggio di Linda VerzaniImmagini askanews, archivio, Afp