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Crans-Montana, polemiche su mancati controlli a locale, parlano i gestori
07 gennaio 2026 alle 13:30
Crans-Montana, 7 gen. (askanews) - Non venivano effettuati controlli nel locale Le Constellation dal 2020. Lo ha ammesso l'amministrazione comunale di Crans-Montana, teatro della strage di Capodanno di ragazzi e ragazze: 40 i morti, fra cui sei italiani, e 116 feriti. È solo una delle tante ombre sulla sicurezza del locale che stanno emergendo, dalla porta di emergenza chiusa alle scale di uscita rimpicciolite. I due gestori, indagati a piede libero, hanno parlato pubblicamente per la prima volta attraverso un comunicato dei loro legali inviato all'Afp."Siamo devastati e sopraffatti dal dolore, pensiamo costantemente alle vittime, ai loro parenti", "a chi combatte per la vita", scrivono, "confidiamo che gli inquirenti facciano piena luce sulla vicenda", e poi assicurano la loro "completa collaborazione", "non cercheremo in alcun modo di sottrarci", dicono Jacques Moretti e Jessica Maric.Intanto alcuni parenti delle vittime hanno cominciato ad affidarsi a dei legali per avere chiarezza su quanto successo ai loro figli e alle loro figlie. L'avvocato Sébastien Fanti, rappresenta quattro famiglie di vittime con gravi ustioni. "Le persone sono furibonde", dice, "queste famiglie vogliono vedere quelle persone dietro le sbarre", e definisce il Comune "indifendibile"."Non avete effettuato i controlli per cinque anni. Cosa volete aggiungere? Niente. Allora, ho sentito che il comune si scusa, chiede perdono quando ci sono 40 morti che sono bambini". In Italia giornata di lutto per i funerali di cinque delle sei vittime italiane. In tutte le scuole un minuto di silenzio per ricordarli.
