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Contagio da Hantavirus, Pregliasco: pochissimi casi da umano a umano
06 maggio 2026 alle 18:40
Milano, 6 mag. (askanews) - "La gran parte degli Hantavirus conosciuti si trasmette solo attraverso le urine, le feci di roditori infetti. I casi di trasmissione interumana sono ad oggi molto limitati, legati soprattutto a stringenza di vicinanza, di vicinanza familiare". Lo ha spiegato ad askanews il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano La Statale e direttore Sanitario dell'IRCCS Ospedale Galeazzi - Sant'Ambrogio, approfondendo il funzionamento del virus Hantavirus, che ha contagiato alcune persone su una nave da crociera; al momento si contano tre vittime, mentre l'Oms è entrata in campo per contenere il focolaio. Dai primi test, per alcuni casi confermati sulla nave, si tratterebbe proprio dell'Hantavirus Andes trasmissibile da umano a umano, non solo dai roditori, ma anche in questo caso, Pregliasco rassicura: "Il contatto vuol dire sicuramente un contatto con liquidi biologici, con una vicinanza anche respiratoria, davvero i casi ad oggi di contatto interumano sono veramente così pochi che ancora non c'è chiarezza su questa modalità e capacità, un po' come poi si è approfondito con il Covid rispetto ai droplets e al volume di maggior rischio di contatto", ha spiegato. Riguardo ai sintomi di questo virus Pregliasco ha spiegato che è "una patologia presumibilmente sottostimata perché per molte persone decorre in modo asintomatico o con sintomi aspecifici, però per alcuni può avere, come in questo caso, problematiche pesanti a livello respiratorio o anche emorragico o anche a livello gastroenterico".
