Assalto al paesaggio, sulle rinnovabili il Governo silenzia la Regione

10 gennaio 2026 alle 20:17aggiornato il 10 gennaio 2026 alle 20:18

Che cosa dobbiamo aspettarci nel 2026 (anno di chiusura del PNRR) sul fronte della transizione energetica? Il decreto 175 tra poco sarà convertito in legge (abolendo di fatto le competenze regionali) e la sentenza della Consulta (la 184) avvia alla riabilitazione le richieste già in itinere per nuovi impianti.

Lo scenario si complica. La valutazione di impatto ambientale non è più integrata nel contesto territoriale locale. Pale e pannelli vengono valutati singolarmente, non per effetto cumulativo. Quindi decine di impianti “autonomi” possono trasformare interi sistemi paesaggistici senza che nessuno ne valuti l’insieme. È il classico caso di “impatto diffuso irreversibile”, tipico dell’eolico industriale.

Resta in piedi la possibilità di ricorrere al Piano Paesaggistico per l’intero territorio regionale. Lo ‘’scudo’’ costituzionale che con una valutazione ‘’ex ante’’ delle compatibilità storico-ambientali attua i principi del Codice Urbano per la salvaguardia dei territori. Lo hanno fatto le Regioni ordinarie (Emilia-Romagna e Toscana). Perché la Sardegna non va nella stessa direzione?

Ne ha parlato a Radar, su Videolina, l’ex assessore regionale dell’Urbanistica Gian Valerio Sanna, ‘’padre’’ del Piano Paesaggistico per le coste varato dalla Giunta Soru.