Ardauli, lo studio Cesim: quale economia del territorio dopo il riconoscimento Unesco
Il riconoscimento UNESCO non come punto di arrivo, ma come avvio di una nuova fase di tutela, promozione e sviluppo economico. È questo il messaggio emerso dal convegno dedicato alla necropoli di Mandras, organizzato ad Ardauli per riflettere sulle prospettive aperte dall’inserimento delle Domus de Janas nella Lista del Patrimonio mondiale.
L’incontro ha riunito amministratori, studiosi, operatori culturali ed esperti di marketing e turismo, chiamati a individuare le azioni necessarie per valorizzare il sito archeologico e collegarlo alle altre risorse del Barigadu come il paesaggio, le produzioni locali, l'enogastronomia, l'artigianato e l'accoglienza.
La sindaca di Ardauli, Tina Fadda, ha sottolineato come il riconoscimento rappresenti un risultato importante, ma soprattutto un’occasione dalla quale partire per contrastare lo spopolamento e creare nuove opportunità per il territorio. La sfida è costruire sinergie tra Ardauli, il Barigadu, il Guilcier e gli altri Comuni coinvolti nel sito seriale.
Il sito UNESCO comprende infatti 18 componenti distribuite in 16 Comuni. Secondo Giuseppa Tanda, presidente del CeSIM, il Centro Studi Identità e Memoria che ha promosso il percorso di candidatura, la fase operativa è già delineata dal piano di gestione.
Per Giuseppina Scorrano, del Centro Servizi per le imprese della Camera di Commercio di Cagliari-Oristano, il marchio UNESCO non è sufficiente se non viene accompagnato dalla creazione di reti, nuove professionalità e piccole imprese.
Roberta Desogus, project manager e consulente di marketing territoriale, ha evidenziato un altro risultato importante del percorso UNESCO: la maggiore consapevolezza delle comunità. Molte Domus de Janas si trovano in zone rurali poco conosciute e difficilmente accessibili. Il primo passo della valorizzazione consiste quindi nel rendere i siti fruibili, inclusivi e integrati con le caratteristiche specifiche di ciascun territorio.
Secondo l’esperta di turismo culturale Emanuela Panke, l’UNESCO deve essere considerato un valore aggiunto e non l’unico marchio sul quale costruire l’offerta. Il vero brand deve essere il territorio, con il coinvolgimento diretto delle comunità, dei giovani e degli operatori economici. Il turista contemporaneo non cerca una sola esperienza, ma un’offerta capace di integrare cultura, paesaggio, cibo, sport ed eventi.
La necropoli di Mandras, con le sue decorazioni in ocra rossa e il caratteristico motivo a reticolo, diventa così il simbolo di una sfida più ampia, trasformare un patrimonio di valore universale in un’occasione concreta di futuro per imprese, giovani e comunità locali.
