Dai siti minerari del Sulcis Iglesiente, culla del Carignano, alla costa orientale, tra i paesaggi calcarei, attraverso il gusto dei vini del Mandrolisai e le eccellenze del Cannonau dell’Ogliastra e del Supramonte, fino a raggiungere la Gallura e la Romangia, dove sono stati apprezzati i pregiati Vermentini e il Cagnulari insieme alle espressioni autoctone di spiccata identità, come l’Arvesiniadu di Bono.
Il percorso
È l’itinerario attraverso il quale i tour operator provenienti da diversi Paesi europei, dagli Stati Uniti, dall’Argentina e dal Brasile, sono andati alla scoperta del modello di offerta turistica integrata proposto dal sistema di cantine sarde che fanno parte della Res, Rete Enoturismo Sardegna, un pacchetto sottoposto agli esperti del settore, il tramite diretto per i flussi turistici in entrata nell’isola, pensato e strutturato da una regia unica per un target alto spendente.
Tre giorni per testare sul campo la capacità della Sardegna di proporsi come destinazione enoturistica integrata con un percorso che ha attraversato territori diversi ma complementari, dimostrando che nella varietà e nell’autenticità risiedono i punti di forza del sistema.
L’itinerario, oltre a far scoprire le eccellenze enologiche dell’isola ha permesso di fare apprezzare i diversi paesaggi (come Su Gorroppu) e la storia più antica con una visita al parco nuragico di Serra Orrios, per poi abbracciare le radici barbaricine di Orgosolo.
Il confronto
«A conclusione dell’educational, durante un momento di confronto con gli operatori ospiti - dice Luigi Cau, presidente della Res - oltre ai punti di forza sono emerse alcune criticità su cui apporteremo correttivi per adeguare l’offerta a una domanda turistica sempre più attenta ed esigente. In particolare, è emersa la richiesta del mercato alto spendente, come quello americano, di interfacciarsi con strutture ricettive dotate di elevati standard qualitativi. Da queste necessità - prosegue Cau - nasce l’esigenza strategica di avviare una stretta collaborazione, in ciascun territorio dove opera la Res, con hotel e resort di alto profilo e di intensificare l’interlocuzione con la parte politica e decisionale, affinché nelle future programmazioni regionali si tengano in considerazione corsie preferenziali per questo settore, che rappresenta oggi una vera valvola di salvezza e di sfogo per gli operatori».
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