La sfida dell’Einstein Telescope è una sfida dell’intera Sardegna, un investimento nell’economia della conoscenza: concetto ribadito ieri pomeriggio anche a Olbia, seconda tappa della visita della ministra della Ricerca e dell’Università Anna Maria Bernini. E non a caso, e non solo perché c’è un aeroporto. Al centro dell’attenzione il polo universitario (che conta 462 iscritti) e la sua forte crescita in termini di corsi, progetti di ricerca e servizi come lo studentato Cool and young residence con i suoi 460 posti letto. Olbia come modello di interazione tra investimenti pubblici e privati e di connessione tra atenei e mondo produttivo.
Il tour olbiese
Una visita veloce e intensa, con i rettori delle due Università, Gavino Marotti e Francesco Mola, il sindaco Settimo Nizzi, il direttore di UniOlbia Aldo Carta, attraverso i cantieri in dirittura d’arrivo. Prima tappa il palazzo del corso Umberto che ospiterà i corsi di Economia e management del turismo, l’indirizzo storico, seconda alla Piattaforma tecnologica europea, sede del Dipartimento di Innovazione dell’Università di Sassari (accanto al quale è previsto anche l’hub di ricerca dell’Ateneo cagliaritano), terza e ultima la residenza universitaria tirata su a tempo di record con i fondi del Pnrr dalla società Alma.
«La Sardegna è un luogo naturale di internazionalizzazione, – ha esordito la ministra – non a caso i corsi che si terranno nella prossima struttura saranno quelli in lingua inglese di Economia e management del turismo sostenibile. Io punto molto sulla Sardegna e sulla creazione di una comunità scientifica e quindi anche accademica, ma soprattutto punto sulla Sardegna come hub di conoscenza e sviluppo tecnologico anche per cervelli che vengono da fuori». Il riferimento è all’Einstein Telescope: «Sos Enattos significa una grande comunità scientifica che da tutto il mondo converge sulla Sardegna in particolare su Lula». Concetto ribadito dal rettore dell’Università di Cagliari Francesco Mola: «Sono dell'avviso che se vogliamo essere competitivi su una sfida come quella Sos Enattos ci deve essere una regione intera che deve essere pronta ad offrire tutta una serie di cose e questa è la dimostrazione».
Il modello
«L’Università di Cagliari – ha proseguito – da poco si è affacciata al territorio, siamo entrati con una nostra specificità che è quella di ingegneria navale di ingegneria aeronautica. Credo che possa essere un po’ un modello esportabile in tutta la Sardegna, i due atenei a mio avviso devono lavorare non solo per le città dove sono presenti, ma per tutto il territorio». Il sindaco Nizzi ha sottolineato il senso dell’investimento. «Per noi è una grande scommessa. Molti di quelli che abbandonano avranno una possibilità studiando a casa loro o nella loro regione». Non manca un riferimento alle contestazioni del neo eletto rettore di Sassari sul dipartimento di Innovazione: «La campagna elettorale finisce il giorno che c’è l’elezione di qualcuno e poi bisogna andare a ricercare dialogo condividere e programmi e soprattutto rafforzare il territorio». Riferimento ripreso dall’attuale rettore Gavino Mariotti. «Quello di Olbia – ha detto – è un esempio da esportare perché significa che le istituzioni hanno lavorato e hanno funzionato bene. Se qualcuno pensa che un ateneo possa avere un confine delimitato vuol dire che non conosce il senso di universitas e il senso del territorio. Olbia ha tutti gli strumenti per diventare un polo attrattivo e internazionale».
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