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Rutelli: turismo tutto l’anno, l’Isola ha le carte in regola 

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Con una domanda turistica che cambia continuamente, programmare il futuro è una scommessa. Ma per la Sardegna la sfida può trasformarsi in un’occasione: superare la concentrazione delle presenze nei mesi estivi e valorizzare un patrimonio che va ben oltre le spiagge. È la prospettiva indicata da Francesco Rutelli, ex vicepresidente del Consiglio ed ex ministro, ieri sera ospite a Cagliari dell’incontro “Turismo 2.0” promosso da Federalberghi Sud Sardegna.

«La Sardegna ha una ricchezza che nel Mediterraneo non ha nessuno: dal mare alle aree interne, dalle città ai borghi, dalla natura all’archeologia, fino al cibo». Un patrimonio che, secondo l’ex ministro, deve diventare il punto di partenza per innovare l’offerta. «Mi auguro che prevalga l’ottimismo invece di fermarsi a constatare le criticità, che certamente ci sono».

La priorità è la destagionalizzazione. E in questo scenario anche il cambiamento climatico, pur nella sua drammaticità, potrebbe contribuire a modificare le abitudini dei viaggiatori. Rutelli richiama i dati di Copernicus, secondo cui in Europa si sono registrati circa 50mila decessi in più legati al caldo rispetto agli ultimi anni. «Il cambiamento potrebbe diventare, sulla base dei dati, un motivo per scegliere di venire in una stagione diversa». Non una buona notizia, ma un mutamento che, per l’ex vice presidente del Consiglio, il settore deve saper leggere, ripensando tempi e destinazioni dei flussi.

Per farlo è necessario intervenire sugli strumenti che favoriscono la concentrazione delle presenze. «Bisogna lavorare sulle piattaforme digitali e sulla comunicazione social per far crescere le proposte». In questa strategia rientrano anche gli eventi culturali distribuiti durante l’anno. Il Capodanno può essere un banco di prova: «In tutto il mondo i grandi eventi e i concerti spostano milioni di persone, soprattutto i giovani che sono i turisti di domani. Dobbiamo combattere un’offerta sempre uguale, che finisce per rendere il turismo sgradito ai residenti e inadeguato sul piano economico e occupazionale».

Ma gli eventi da soli non bastano. Senza collegamenti aerei e trasporti adeguati, anche le iniziative più attrattive rischiano di non raggiungere il pubblico. «Destagionalizzare l’offerta dei voli è una risposta molto positiva», osserva Rutelli. Tra le risorse da non disperdere anche il turismo nautico di alta gamma: «Sarebbe davvero un peccato se la Sardegna perdesse la grande industria legata allo yachting. Abbiamo avuto l'America's Cup, abbiamo strutture portuali come Cagliari e porti turistici come Porto Cervo».

Resta il rapporto tra attività turistiche e residenti. L’imposta di soggiorno sta diventando uno strumento stabile per finanziare servizi e manutenzioni, mentre sugli affitti brevi servono analisi e regole. «L’attività alberghiera non è in contraddizione con la tutela dei residenti, perché crea posti di lavoro per chi vive nei territori. Sugli affitti brevi, invece, bisogna vigilare: in alcune città il rischio è che organizzazioni malavitose acquistino interi palazzi nelle aree più app etibili per trasformarli in strutture ricettive».

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