Scuola.

Tetto agli stranieri  nelle classi,  lo stop dell’Ue  

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È scontro tra Commissione europea e Governo sul decreto che introduce un tetto agli alunni stranieri nelle classi. Bruxelles ha ricordato che i trattati Ue vietano ogni forma di discriminazione basata sulla nazionalità, diretta o indiretta, ammettendola soltanto in presenza di specifiche deroghe per motivi di ordine pubblico, sicurezza o sanità pubblica. Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara respinge però le obiezioni: «Il problema non esiste. Il governo va avanti senza esitazioni». Secondo il ministro, la norma non discrimina in base alla nazionalità ma riguarda gli studenti che non conoscono l'italiano e punta a favorirne l'integrazione. A sostegno cita gli altri Paesi europei, dove gli alunni stranieri appena arrivati sarebbero spesso inseriti in classi separate.

Di segno opposto le reazioni delle opposizioni, che chiedono a Giorgia Meloni di ritirare il provvedimento prima di un intervento di Bruxelles. Per il capodelegazione Pd Nicola Zingaretti il decreto è «fuori dai trattati europei».

Critiche anche dal mondo della scuola. Dirigentiscuola denuncia il rischio di una lesione dell'autonomia degli istituti e di una sfiducia nei confronti dei dirigenti, già in grado di organizzare classi adeguate alle esigenze dei territori. Per la segretaria della Flc Cgil Gianna Fracassi, la Commissione Ue ha dato ragione al sindacato e alla Costituzione italiana. Il presidente dell'Anief Marcello Pacifico invita invece a considerare il richiamo europeo come uno stimolo a garantire il diritto allo studio, investendo su un maggior numero di insegnanti specializzati nell'insegnamento dell'italiano agli stranieri.

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