Un mazzo di fiori e un abbraccio. «Bentornata». Il sindaco di Lula, Mario Calia, saluta così la ministra Anna Maria Bernini. Lei, pubblicamente, ricambia l’affetto: «Il sindaco Calia è di un ottimismo invincibile. Ha sempre detto: ce la faremo. E mi sa che alla fine ha ragione. Noi ci abbiamo messo del nostro». Non solo. «Se c’è una cosa che non dimenticherò mai è la promessa di cittadinanza di Lula, vi vengo a cercare», dice con tono scherzoso e ormai familiare. «Chiedo alla presidente Todde di farsi garante, è la cosa a cui tengo di più». La platea applaude.
Il sindaco ascolta. Poco prima dice: «È una bella giornata che unisce due nazioni in un progetto di ricerca». E rivolto alla ministra Bernini e alla presidente Todde aggiunge: «Sono le nostre due donne di punta». Pubblico riconoscimento del ruolo fondamentale svolto da entrambe. «Come comunità - annuncia Calia - stiamo avviando un gemellaggio con il paese di Ralbitz-Rosenthal, in Lusazia, piccolo come il nostro: ha 1700 abitanti, noi 1200. È un paese minerario, anche il nostro. La loro festa principale è Santa Maria Assunta che è la nostra patrona. Alla fine non siamo così diversi. È il primo passo per unire le comunità». E la cittadinanza alla ministra? «Quando sarà il momento. La ministra e la presidente hanno dato una svolta decisiva al progetto», dice. «Speriamo che il progetto arrivi a casa - commenta la consigliera comunale Maddalena Calia, ex sindaca ed europarlamentare -. Siamo lavorando insieme, consiglieri e giunte dei paesi interessati, perché è un’avventura molto importante». (m. o.)
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