Viabilità.

Via Cagliari, strisce ad alto rischio 

Attraversamenti pedonali pericolosi, l’assessore Angioi : «Interverremo» 

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Le zebre in centro stanno sparendo. In alcuni casi sono già del tutto scomparse, in altri resta solo qualche traccia di bianco sull’asfalto sbucciato a ricordare quel che una volta era il segnale di un passaggio sicuro per i pedoni che si avventurano tra le auto in città. All’indomani dell’ultimo investimento – mercoledì sera una 35enne è stata travolta da un’auto mentre attraversava in via Cagliari ed è finita in ospedale – la sicurezza stradale è nei discorsi delle signore che tornano a casa con la sporta della spesa, dei nonnini che prendono il sole sulle panchine in piazza Roma e, su richiesta, degli amministratori che pensano ai correttivi da adottare.

I pericoli

In effetti basta fare una passeggiata per via Cagliari, indicata a più voci come una delle più pericolose, per trovarsi di fronte ad alcuni punti in cui la segnaletica orizzontale è stata quasi del tutto cancellata dal tempo e dove neppure un cartello indica alle auto il passaggio per i pedoni. Proprio all’uscita dalla rotonda davanti a piazza Manno, intorno a mezzogiorno, una signora si fa coraggio e, dopo aver controllato a destra e a sinistra e aver atteso il via libera dell’uomo al volante di un’utilitaria grigia, calca l’asfalto dove qualche macchia bianca ricorda che lì una volta dovevano esserci le zebre pedonali. «Non lo vogliono capire: questa strada è pericolosissima, le strisce in molti punti non ci sono e, comunque, non bastano, servono i dossi per costringere a rallentare», Elisabetta Sanna, pensionata, non ha dubbi. Mentre risale sul marciapiede di via Cagliari si guarda intorno e cerca un segnale che possa darle conforto. A pochi metri da lì in effetti c’è un attraversamento rialzato circondato da strisce gialle: un’oasi sicura. «Qui li hanno messi dopo che era stata investita una dottoressa, ma ci sono dei punti dove attraversare è impossibile. L’ho detto anche ai vigili urbani e mi hanno risposto di andare a lamentarmi in Comune». Proseguendo sulla stessa via, all’altezza dell’Hospitalis, nonostante il semaforo in funzione, attraversare l’incrocio è un’impresa ad alto rischio. Per superare i circa 15 metri che separano i due tratti di via Cagliari bisogna, nella migliore delle ipotesi, raggiungere il distributore di benzina dall’altra parte della strada, dirigersi su via XX Settembre e attraversarla e poi di nuovo in via Cagliari per andare dalla parte opposta. Questo perché, dalla parte dell’Hospitalis, in via Sant’Antonio, c’è’ solo il semaforo per le auto, sull’asfalto neppure l’ombra di una striscia. «Certo che è pericoloso attraversare – conferma Donatella Porri – e poi quasi sempre le auto non si fermano». Tra i punti più a rischio, anche le strisce dopo una semicurva all’imboccatura di via Solferino venendo da via Angioy: «Le sembra un attraversamento sicuro?», dice seccata la commessa del negozio di animali poco distante. Proprio via Angioy, la settimana scorsa, era stata al centro di alcuni interventi durante l’assemblea pubblica sulla Ztl. «Il carico di traffico non è adeguato, in alcuni punti non ci sono marciapiedi con gravi rischi per automobilisti e pedoni», conferma al telefono Roberto Martani, ex amministratore e residente.

Il Comune

«Il mio assessorato sta lavorando sui problemi della viabilità e ho già programmato dei sopralluoghi nelle vie dell’intero territorio comunale, ovviamente comprese le frazioni e le campagne, e sto costantemente calendarizzando incontri con i cittadini che legittimamente chiedono di essere ascoltati – dice l’assessore alla Viabilità Paolo Angioi –. La correzione di eventuali problematiche riscontrate deve, come è di buon senso, trovare equilibrio con le tante altre vertenze che l’amministrazione sta affrontando quotidianamente e con il dialogo con le altre istituzioni o autorità. A breve fornirò indicazioni più accurate agli uffici in maniera tale, dove possibile, di intervenire tempestivamente, come d’altronde in varie parti della città si sta facendo e si è già fatto».

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