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Le Province sarde scelgono Usai per la presidenza 

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Il presidente della Provincia del Sulcis Iglesiente Mauro Usai, da ieri, è anche presidente dell’Ups, l’Unione delle Province sarde. Così è scaturito dal voto espresso ieri, all’unanimità, dai cinque presidenti delle Province dell’isola che Usai ha voluto immediatamente ringraziare promettendo il massimo impegno «per far sì che questo ruolo – ha detto – abbia un profondo e concreto significato per il futuro dei territori che amministriamo».

Usai ha già le idee molto chiare sulla tabella di marcia: «Il primo passo sarà quello di chiedere un incontro alla presidente della Regione e all’assessore al Bilancio per capire se sul fondo unico hanno intenzione di riequilibrare anche con le Province quello che hanno già fatto con i Comuni. Lo chiederò alla luce di una situazione che per le Province è forse peggiore di quella delle amministrazioni comunali. Il lavoro da fare è imponente in tutti i territori e l’assenza di fondi si traduce in tagli a welfare e servizi: questa tendenza è da invertire, ce lo chiedono i cittadini ai quali rispondiamo ogni giorno». Cittadini tra i quali ci sono ancora tante persone da convincere dell’importanza degli enti che un referendum aveva abolito: «A quei cittadini si risponde con i fatti – puntualizza Usai – dodici anni di commissariamento hanno portato a uno stallo di tante situazioni che è sotto gli occhi di tutti. La gestione delle scuole e della viabilità provinciale sono tra gli esempi che meglio permettono di capire che cosa ha significato l’assenza di un ente intermedio, perché sono campi che permettono di fare un accostamento con le amministrazioni comunali che, negli stessi anni hanno potuto utilizzare i fondi del Pnrr, produrre progetti di efficientamento energetico, monitorare le situazioni ambientali a rischio e tanto altro. L’assenza di una governance provinciale, che sia di primo o secondo livello, è deleteria: in tutti questi anni si sono perse competenze e fondi e la qualità della vita dei cittadini, soprattutto di chi vive nelle zone più periferiche, si è abbassata». Si lavorerà per fare in modo che siano i cittadini a poter scegliere i propri amministratori provinciali? «Non lo escludo – conclude Usai – in Friuli, regione a statuto speciale, è avvenuto. So che è stata depositata in commissione regionale Autonomie una proposta di legge analoga a quella del Friuli e vediamo quale sarà l’iter. Ma di sicuro sino a quel momento non rinunceremo al ruolo per il quale siamo stati eletti». (s. p.)

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