Palazzo Chigi chiede nuovi approfondimenti. Nel prossimo vertice convocati anche gli enti locali interessati

Eolico e fotovoltaico, no su tutti i fronti 

Todde al tavolo del Governo per l’esame della valutazione ambientale su 30 progetti sardi 

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Visto così non è un successo, ma non è neppure una sconfitta. Sull’eolico e l’agrifotovoltaico lo scenario è quello di uno scontro con lo Stato sulle regole, sui contenuti e sui principi.

Le leggi di tutela sarde bocciate dal Governo e poi cassate dalla Corte costituzionale stanno a dimostrare che la Sardegna, politica inclusa, è stata per troppo tempo a guardare, subendo, con il vuoto normativo derivante dalla sola vigilanza statale, la controffensiva di multinazionali senza scrupoli che, in nome di un business di tutto rispetto, passerebbe sopra identità e sacralità dei luoghi.

La situazione

La Regione, ieri a Roma al vertice con il Governo per dire la sua su 30 piani eolici e fotovoltaici nell’Isola, ha ribadito il suo no su tutti i fronti. Almeno un’apertura, però, si è registrata. Il Consiglio dei ministri ha richiesto ulteriori approfondimenti tecnici su alcune delle proposte, mostrandosi d’accordo a una fase di confronto che coinvolgerà la Regione, le comunità locali e il ministero dell’Ambiente.

L’incontro

Alla riunione ha partecipato appunto anche la presidente della Sardegna, arrivata a Palazzo Chigi con l’assessora all’Ambiente Susanna Laconi, proprio perché all’ordine del giorno c’era l’analisi degli schemi di delibera su procedimenti di valutazione di impatto ambientale e sull'opposizione presentata dal ministero della Cultura e dalla stessa Regione contro la determinazione di conclusione di conferenza di servizi.

I principali progetti

Tra i progetti solo per uno è iniziato l’esame, quello dell’agrifotovoltaico su Sassari denominato “Green and Blue Serra Longa”. In lista c’era anche il progetto eolico “Luminu”, costituito da 17 aerogeneratori della potenza nominale pari a 6,6 megawatt, 112 complessiva, da realizzarsi, con le relative opere di connessione, nei territori di Barumini, Escolca, Gergei, Las Plassas, Villanovafranca, Segariu, Villamar, Furtei e Sanluri. Un progetto che porta dritti a Su Nuraxi, la reggia nuragica di Barumini scoperta dall’accademico dei Lincei Giovanni Lilliu. Ma anche l’impianto eolico Samassi-Serrenti, altri undici aerogeneratori, fa la sua presenza, come quello da 25 torri (“Nuraxeddu”) a Esterzili, Seui ed Escalaplano.

La presidente

Il no della Regione, ma anche quello del ministero della Cultura, dovrebbe permettere di parare il colpo. Ma – sembra dire la governatrice Todde – la “salvezza” va confermata sul campo. «La nostra posizione», argomenta, «nasce da valutazioni tecniche puntuali elaborate dagli uffici regionali, che saranno ora integrate da un ascolto attento e diretto dei territori interessati. La Regione conferma il proprio impegno nel percorso di transizione ecologica, sottolineando la necessità di scelte equilibrate e condivise. Ma la transizione energetica richiede decisioni fondate», chiosa la presidente, «capaci di tenere insieme tutela del paesaggio, sviluppo e consenso delle comunità. Nelle prossime settimane lavoreremo per costruire una sintesi che tenga conto di tutti questi elementi, nel pieno rispetto delle esigenze della Sardegna».

«Vigileremo»

Intanto, sul progetto eolico "Trynyty" nel territorio di Calangianus, il sindaco Fabio Albieri ribadisce il no totale del Comune: «Il nostro territorio ha già dato molto in termini di tutela ambientale e paesaggistica», spiega Albieri attraverso un comunicato. «La transizione energetica è necessaria, ma deve essere democratica e rispettosa delle specificità locali. Non accetteremo mai», conclude il primo cittadino, «che il paesaggio di Calangianus, fatto di granito e sugherete secolari, venga snaturato da progetti mastodontici».

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