Dopo mesi di attesa, l'inizio dei lavori di rifacimento di via Cabras è finalmente arrivato. È previsto per questa mattina l’avvio del cantiere nella strada più disastrata di Monserrato, dove le buche si sono da tempo trasformate in pericolose voragini.
È la parola fine di una telenovela fatta di rinvii e polemiche, proteste e rassicurazioni. L'intervento riguarda la carreggiata in direzione Pirri – quella verso Selargius è stata da poco asfaltata grazie ai ripristini di Enel – che per almeno tre mesi rimarrà chiusa, con sicure ripercussioni sul traffico.
Rischio caos
Da oggi scatta quindi una rivoluzione della viabilità. Il transito in direzione Pirri è garantito grazie all’istituzione di un doppio senso sulla carreggiata opposta, eliminando la preferenziale e facendo transitare autobus e macchine sulla stessa corsia. Si procede in questo modo lungo tutto il tratto compreso fra la rotonda di via Zuddas e l’incrocio tra via Cabras e vico Pio VII. A questa altezza termina la porzione di strada interessata dai lavori: le auto possono rientrare dall’altra parte dello spartitraffico (attraverso un varco aperto appositamente) e riprendere la normale circolazione.
Chi viaggia in direzione Selargius si immette nella rotonda di via Zuddas passando dallo svincolo che permette di svoltare verso Is Pontis Paris. La nuova segnaletica è stata tracciata lunedì e ieri, con i primi rallentamenti per chi da via Cabras imboccava la rotatoria: da tre accessi (due corsie più lo svincolo per girare verso viale Marconi) si è passati a uno solo.
L’assessore
Occhi quindi inevitabilmente puntati sul probabile aumento del traffico a partire da oggi, vista la chiusura del tratto da mettere in sicurezza. «Via Cabras resterà aperta grazie al doppio senso istituito sull’altro lato della carreggiata, ma è comunque meglio, per chi ne ha la possibilità, evitare la strada e scegliere alternative: via Porto Botte, via Giulio Cesare, la statale 554, per esempio», suggerisce l’assessore ai Lavori Pubblici e Viabilità Raffaele Nonnoi. «È un intervento di cui andiamo orgogliosi, che prevede il rifacimento integrale del pacchetto stradale, per circa mezzo metro sotto l’asfalto».
Per i problemi causati dalle radici, saranno anche rimossi 25 pini dallo spartitraffico e sostituiti con esemplari di Jacaranda e Washingtonia. Sulle polemiche per i ritardi nella realizzazione dell’opera, Nonnoi precisa: «Un intervento di questa portata ha tempi tecnici e amministrativi importanti. Rifare una strada da zero non è come asfaltarla, dietro c’è uno studio che non può essere fatto in pochi giorni».
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