Conti pubblici

Stop al congedo paritario, opposizione in rivolta  

La maggioranza affossa la proposta alla Camera: «Costa troppo, 4 miliardi» 

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Uno stop annunciato ma non per questo meno contestato dal Campo largo. Alla Camera va in scena l'affossamento della proposta unitaria del centrosinistra sul congedo paritario tra mamme e papà approdata in Aula e cassata a maggioranza per 137 voti a favore, 117 contrari e 2 astenuti.

Il film è molto simile a quello già visto con proposte in quota opposizione, come il salario minimo, e si riproporrà con tutta probabilità con la settimana corta. La maggioranza, acquisita una relazione negativa della Ragioneria per coperture «non idonee», ha proposto e approvato in commissione Bilancio un parere contrario con la proposta di soppressione ratificata, poi, dall'Aula.

Le reazioni

Un errore, una scelta sbagliata di chiusura dopo che era stato chiesto di lavorare insieme a coperture alternative, la replica delle minoranze. Avere una premier donna, attacca la leader Dem Elly Schlein, non serve visto che «non combatte per migliorare le condizioni di vita di tutte le altre donne di questo Paese».

«È un’altra porta chiusa in faccia ma continueremo a insistere», promette il leader M5s Giuseppe Conte. La proposta costava troppo, quasi quattro miliardi, allargano le braccia da FdI rivendicando comunque quanto fatto dal governo Meloni sul fronte delle politiche per la famiglia. «Non è una questione politica ma di responsabilità verso la tenuta dei conti pubblici», sottolinea Marta Schifone, capogruppo di FdI in commissione Lavoro. «Dal primo giorno di questo governo, le risorse destinate ai congedi parentali sono aumentate di circa un miliardo di euro» rivendica Schifone elencando, tra l'altro, l'aumento della copertura del congedo obbligatorio; il bonus mamme e l’assegno unico o la decontribuzione per le mamme lavoratrici. Lega ed FI appoggiano lo stop alla proposta ma evitano di spendersi in particolari dichiarazioni su un tema popolare e dunque un po' scivoloso.

I numeri

Del resto nei vari interventi dell'opposizione si citano i dati - gli ultimi diffusi ieri dall’Inps - sulla disparità salariale. Numeri che raccontano, anche che nel 2024, del monte complessivo di congedo parentale facoltativo, del quale possono usufruire sia donne che uomini, le mamme hanno chiesto l'84% e gli uomini poco più del 15%. La proposta del centrosinistra agiva sul congedo obbligatorio prevedendo di estenderlo a 10 giorni subito dopo la nascita del figlio e 5 mesi obbligatori nei primi 18 mesi.

Si prevedeva, inoltre la copertura dall'80 al 100% dello stipendio e l'estensione alle partite Iva. La battaglia, anche se senza risultato, ad ogni modo, rinfranca il Campo largo. Subito dopo la bocciatura della commissione che prelude a quella dell'Aula si tiene una conferenza stampa con Schlein, Conte e Fratoianni in collegamento, Angelo Bonelli, Riccardo Magi, Maria Elena Boschi ed Elena Bonetti. Dai due leader di Avs arriva la critica all’«arroganza di una maggioranza che fa politiche contro le donne». «Ogni volta che vengono sfidati sul welfare dicono no», accusa Magi. «Siamo una coalizione unita che spaventa la maggioranza, per questo non dialogano», dice Boschi.

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