Attacchi sui social, «e questi me li aspettavo». Attestazioni di stima nella vita reale, «e queste, a dire il vero, mi hanno sorpreso».
Gianluca Dessì, 52 anni, sindaco di Villasimius, da pochi giorni è passato da Fratelli d’Italia (ci militava dal 2012, l’anno di nascita del partito) a Futuro Nazionale del generale Roberto Vannacci con un ruolo di primo piano: segretario regionale.
Una mossa che sta facendo discutere.
Perché ha lasciato Fratelli d’Italia?
«In questi 14 anni ho dato tutto ciò che potevo dare al partito. Probabilmente non ero all’altezza di Fratelli d’Italia».
Perché Vannacci?
«Lo conosco da tanti anni. Lui ha casa a Costa Rei ed è innamorato del Sarrabus. Fui il primo a concedergli la piazza per la presentazione del libro, nonostante le pressioni per dirgli di no. Piazza che ho concesso a tutti, di qualsiasi schieramento. Condivido tante cose col generale, a partire da una politica per nulla guerrafondaia, dal prendere le distanze da Trump, all’idea di fare degli accordi con la Russia per il gas e il petrolio. Perché invece in Europa dobbiamo spendere soldi per il riarmo? Non lo concepisco».
Un generale che viene visto un po’ come un ritorno ai tempi bui, quelli del Ventennio…
«Viene considerato diversamente da ciò che è. Lui è un democratico, dice ciò che pensa e combatterebbe per difendere i più deboli mettendo a rischio la propria vita. Il fascismo e il comunismo li lasciamo alla storia, non si vive di apologia ma di fatti».
A Villasimius la sua maggioranza come ha accolto la decisione?
«C’è sempre paura di scelte forti. Hanno apprezzato il mio coraggio di metterci la faccia».
La seguiranno?
«Non lo so, forse qualcuno. Può sembrare strano ma tante persone che sono pronte a passare a Futuro Nazionale sono di partiti moderati, anche di centrosinistra».
I sindaci del Sarrabus l’hanno chiamata?
«No».
È stato eletto nel Consiglio metropolitano di Cagliari, pochi giorni fa si è dimesso .
«L’ho fatto per correttezza. Sono stato eletto grazie al supporto di Fratelli d’Italia, era giusto lasciare il posto ad uno di loro. Subentrerà Corrado Mascia».
In Consiglio metropolitano stava cercando di fare luce sul ponte di ferro tra Muravera e Villaputzu…
«Continuerò a far sentire la mia voce, faccio parte della conferenza dei sindaci».
Che idea si è fatto del ponte?
«La vicenda è iniziata male, ci sono delle responsabilità a partire dall’ex Provincia. L’ingegnere che adesso sta seguendo la situazione, e cioè Paolo Mereu, è molto attento e capace. Ritengo però che adesso sia arrivato il momento di far pesare di più la politica».
Dove vuole arrivare con Futuro Nazionale?
«Nei prossimi 15 giorni in Sardegna riuniremo tutti i comitati costituenti. In vista delle politiche del 2027 ci sarà da lavorare per dare voce all’Isola».
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