Uta.

«Undici anni da sindaco possono bastare» 

Porcu appoggerà la vice Michela Mua ed esclude tensioni con l’assessore Onali 

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Il sindaco Giacomo Porcu non si candiderà per le prossime elezioni comunali. A Uta si sfideranno Alessandro Ladu, Michela Mua (ora vicesindaca) e Paolo Angioni. «Ho ritenuto di dover fare una scelta», spiega il primo cittadino uscente, 51 anni, impiegato di banca. «Nonostante la grossa spinta e il grande entusiasmo, dopo undici anni da sindaco non trovo corretto continuare a chiedere sacrifici alla mia famiglia. Non voglio dare l’idea di chi per forza vuole stare sempre al comando».

Appoggerà Michela Mua?

«C’è una grandissima stima e quindi è normale che darò il mio sostegno».

Le indiscrezioni dicono che doveva candidarsi l’assessore Andrea Onali, che lei avrebbe appoggiato. Ci sarebbero state delle discussioni.

«Andrea Onali è una persona stimatissima e per 11 anni è stato un punto di riferimento. Anche lui sarebbe stato una persona molto gradita al paese. Al nostro interno non si litiga mai, ci si confronta».

Quali sono le soddisfazioni in 11 anni da sindaco?

«L’ingresso di Uta nella Città metropolitana e quindi poter acquisire dei finanziamenti presentando progetti seri e credibili: il campo da calcio in sintetico intitolato Gigi Riva, il club aut, il progetto Iscol@ ancora in corso, investimenti sulla viabilità, marciapiedi, illuminazione, il nuovo parco di Santa Maria con l’arena Grandi Eventi intitolato ad Andrea Parodi, l’info point a Santa Maria, investimenti sulle scuole, nuovi campi da sport, la copertura dello skate park. E poi rovesciare la “condanna” dei vincoli idrogeologici h4. In Urbanistica ci sarà da fare ciò che è rimasto indietro. Abbiamo ereditato un paese con 30 milioni di euro e lo stiamo lasciando con oltre 60 milioni: questo attesta che il Comune è solido».

Che cosa ha fatto contro l’arrivo dei detenuti al 41 bis?

«È stata l’ultima battaglia che sto portando avanti è per questo mi sento di dover ringraziare la presidente Alessandra Todde che da subito è stata al nostro fianco. Ma chiediamo una cosa molto semplice: prima che si adottino delle scelte si devono avere degli strumenti: è impensabile che i territori possano assumersi l’onere e il peso di 92 detenuti al 41bis senza aver ragionato prima del potenziamento delle forze dell’ordine, delle strutture comunali e sanitarie».

Che cosa pensa delle critiche che ha ricevuto dagli altri candidati?

«In realtà ho apprezzato le buone parole spese sul mio operato. Ladu mi ha definito una persona molto presente, preparata e devota al paese. Ladu e Angioni hanno fatto delle osservazioni che sono rimaste nell’ambito politico. Purtroppo all’inizio del mio primo mandato sono stato oggetto di attacchi personali per me e la mia famiglia. In questi anni ho sempre pensato al giudice Rosario Livatino: “Non verremo mai ricordati per quanto siamo stati credenti ma per quanto siamo stati credibili”».

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