Cagliari, intesa negata dopo la sentenza del Tar

La Regione boccia il rigassificatore «No a strutture fisse»  

Parere negativo sul progetto di Giorgino con 18 serbatoi di gas naturale liquido 

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Intesa negata: la Regione dice no al rigassificatore di Giorgino, nel Porto canale di Cagliari. La Giunta di Alessandra Todde non vuole un impianto fisso su terra a ridosso della città – sorgerebbe a poca distanza dal Villaggio Pescatori – quando, è stato sostenuto a Villa Devoto, le indicazioni governative espresse con Dpcm favoriscono strutture galleggianti, quindi in mare. Che non sarebbero definitive. Come non definitiva appare la parola “fine” su questa vicenda: la società che propone il progetto, Sardinia Lng (composta da IsGas, Cosin e Vitaly, a sua volta controllata per il 50 per cento da Vitol, quindi Saras, e per l'altro 50 da Comoil) ha già annunciato che tutelerà i propri interessi in ogni sede. Tradotto: la battaglia giudiziaria continua.

Il progetto

Il documento dell’esecutivo è un colpo contro l’iter avviato nel 2017 da IsGas, che ha passato il testimone a Sardinia Lng. Il progetto da 120 milioni di investimenti prevede «la realizzazione di un rigassificatore Gnl e di un impianto di stoccaggio con una capacità di 22 mila metri cubi, completo di una struttura in banchina per la connessione e lo scarico del Gnl dalle navi metaniere, nonché di un insieme di tubazioni criogeniche per il trasporto del fluido nella zona di impianto. Nel terminal», si legge ancora, «è prevista l'installazione di 18 serbatoi criogenici, 9 gruppi di pompaggio, 40 vaporizzatori ad aria ambiente e una stazione per il filtraggio, la misura e l'odorizzazione del gas naturale».

La battaglia

Il giudizio positivo di compatibilità ambientale per l’opera è arrivato dal ministero dell’Ambiente il 24 marzo del 2021. Ma se a Roma hanno detto sì, a Cagliari c’è chi ha preso tempo per dare una risposta. Tanto che la Sardinia Lng aveva inviato alcune diffide alla Regione e aveva presentato un ricorso al Tar: il tribunale amministrativo, lo scorso marzo, ha bocciato il silenzio e ha intimato alla Giunta di esprimersi entro 30 giorni. E l’esecutivo Todde lo ha fatto ieri, negando il sì all’intesa. Nella delibera si richiama anche il parere negativo espresso dal consiglio comunale di Cagliari lo scorso febbraio: Palazzo Bacaredda aveva fatto sue le preoccupazioni dei residenti del Villaggio pescatori, che temevano un possibile impatto negativo dell’opera.

Le motivazioni

Todde, che ha portato la delibera in Giunta, ha richiamato «il testo definitivo del Dpcm sulla metanizzazione della Sardegna, in cui si prevedono unicamente terminali di rigassificazione flottanti in area portuale, quale precisa strategia legata alla temporaneità dell'uso del metano come vettore energetico di transizione, elemento questo centrale anche nella strategia regionale». Mentre il rigassificatore proposto «di tipo fisso e strutturale, si colloca invece su un orizzonte tecnologico rigido e di lungo periodo, non coerente con la visione programmatoria regionale, che richiede invece soluzioni agili, modulabili e non idonee a vincolare il territorio in modo permanente».

La società

Sardinia Lng in una nota esprime «forte rammarico per la posizione assunta dalla Regione». L’impianto, attraverso l’utilizzo del metano, «consentirebbe un risparmio fino al 30% sulla bolletta del gas per cittadini e imprese, oltre a permettere il rifornimento di Gnl alle navi da crociera e commerciali nel porto di Cagliari». Secondo la società «è contraddittorio che, a fronte di una posizione contraria a infrastrutture ritenute non temporanee, la stessa Regione abbia autorizzato un gasdotto interrato ad alta pressione, e di grande diametro, lungo 150 km, con evidenti implicazioni per il territorio e per le attività agricole». Le motivazioni del no all’intesa sono definite come «non di natura tecnica o programmatoria, ma riconducibili a dinamiche di carattere economico e politico che non rispondono pienamente agli interessi dei cittadini». Sardinia Lng «si riserva di tutelare i propri diritti nelle competenti sedi giudiziarie».

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