Il conflitto

Le forze israeliane sparano contro i militari della “Sassari” 

Convocato l’ambasciatore. Crosetto: inaccettabile. Meloni: irresponsabili 

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La tregua tra Usa e Iran non risparmia il Libano. Anzi. Sembra quasi che abbia liberato energie da parte di Israele per aumentare la pressione su Beirut. Ieri la pioggia di fuoco che ha investito la capitale libanese è stata eccezionale e nel mezzo ci sono finiti anche i Dimonios. Peraltro, fin dalla mattina, l’Idf aveva sollecitato la popolazione di Tiro, sulla costa ovest, ad abbandonare le case, segno che la pressione stava crescendo. E a farne le spese, oltre alle milizie di Hezbollah, sono i civili libanesi e anche i militari italiani, oggi rappresentati nell’area dai fanti della Brigata Sassari, nel mirino dell’esercito israeliano. Una vera intimidazione contro i nostri soldati.

Azione dimostrativa

Nell’area interessata dalle operazioni dell’esercito israeliano opera da oltre un mese la Brigata Sassari che ha base a Shama e, con il suo comandante Andrea Fraticelli, guida il settore ovest della missione Unifil, in applicazione della risoluzione 1701 dell’Onu, con la quale vent’anni fa è stata decisa la fine delle ostilità e la creazione di una fascia cuscinetto tra Libano e Israele, un’area di non belligeranza in cui i caschi blu fanno rispettare la pace. Oggi, però, le armi hanno ripreso a farsi sentire nell’area e i militari italiani, per la terza volta in poche settimane, sono stati colpiti nel continuo scambio bellico in atto tra Israele e Hezbollah, le milizie libanesi emanazione dei pasdaran iraniani.

Nel mirino, ieri mattina, un convoglio di Sassarini che, uscito dalla base di Shama, andava a Beirut per fare rifornimento. In particolare, un Lince, veicolo tattico leggero, è stato raggiunto da colpi di avvertimento esplosi dalle forze dell’Idf, dopo che Israele ha negato che la tregua in atto riguardi anche quest’area dove da settimane l’esercito con la stella di David continua ad avanzare. Il Lince è stato raggiunto in varie parti, a iniziare da pneumatici e paraurti. A quel punto, i militari sardi hanno fatto dietrofront e sono rientrati alla base di Shama, evitando così ulteriori pericoli, dopo appunto i colpi di avvertimento dei militari israeliani che vogliono agire in assoluta libertà, disattendendo pienamente la risoluzione dell’Onu e ostacolando la missione dei soldati italiani, portatori di pace.

Nessun ferito

«Esprimo la mia più ferma e indignata protesta per quanto accaduto nel settore di responsabilità di Unifil in Libano meridionale», ha scritto immediatamente su X il ministro della Difesa, Guido Crosetto. «Solo lievi danni ai veicoli non si registrano feriti, ma fino a quando? È inaccettabile che militari italiani impegnati sotto bandiera delle Nazioni Unite, con compiti esclusivamente di garanzia della pace e della stabilità, vengano esposti a situazioni di rischio da parte dell’esercito israeliano», sottolinea il ministro che aggiunge: «La messa in pericolo di convogli chiaramente identificati con la bandiera dell’Onu non può essere tollerata. Si tratta di un comportamento grave che rischia di compromettere la sicurezza dei peacekeeper e la credibilità stessa della missione». Concetto ribadito anche dalla premier Giorgia Meloni: «Irresponsabile colpire Unifil, Israele si fermi in Libano».

La reazione

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, invece, ha «dato indicazioni di convocare l’ambasciatore di Israele in Italia, per chiarire quanto accaduto in Libano. I militari italiani non si toccano». Poi, parlando alla Camera, il responsabile della Farnesina, ha spiegato che «l’appello lanciato dal presidente del Consiglio italiano e da altri leader internazionali non ha avuto risposta positiva per quanto riguarda il Libano. C’è stato il più violento bombardamento israeliano dalla ripresa della guerra, si parla di 150 aerei impegnati su tutto il Libano. In particolare a Beirut, Sidone e Tiro si contano decine di vittime fra i civili (89 morti e 722 feriti, ndr). Una colonna italiana dell’Unifil che portava elementi a Beirut per il rimpatrio è stata bloccata dall’Idf. I colpi di avvertimento israeliani hanno danneggiato un nostro veicolo, per fortuna nessun ferito ma la colonna è dovuta rientrare», ha spiegato davanti ai deputati.

«Chiedo alle Nazioni Unite di intervenire presso le autorità israeliane con la massima urgenza per chiarire l’accaduto, adottare tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza del contingente italiano e di tutto il personale Unifil e ribadire con fermezza il rispetto del mandato e della protezione dovuta ai caschi blu», ha aggiunto in serata Crosetto. «L’Italia continuerà a sostenere la missione di pace, ma pretende il pieno rispetto del ruolo di Unifil e la tutela dei propri militari - aggiunge - episodi come questo sono intollerabili e non devono ripetersi».

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