Dalle aule scolastiche a quelle del Parlamento, nel segno del confronto democratico. È il percorso degli studenti sardi che nei mesi scorsi hanno partecipato al progetto Question Time promosso dall’associazione nazionale Ex Parlamentari con l’Ufficio scolastico regionale. Una serie di incontri in cui le classi quarte e quinte di quattro scuole di diverse aree dell’Isola hanno posto a una platea di ex onorevoli (tra i più presenti Paola Deiana e Amalia Schirru) domande sull’attività svolta da deputati e senatori, dal lavoro nelle commissioni a questioni di carattere procedurale, fino a temi d’attualità come trasporti e sanità. Al termine sono stati prodotti una serie di elaborati multimediali per raccontare l’esperienza. In gara c’erano il liceo classico “Siotto” di Cagliari, il liceo “Galilei” di Macomer, l’istituto di istruzione superiore “Pischedda” di Bosa e l’istituto tecnico “Deffenu” di Olbia. A essere premiate – ieri l’annuncio nella sede dell’Usr a Cagliari – sono state le prime tre, vincendo un viaggio a Roma il prossimo 6 maggio per visitare la Camera dei deputati e il Senato, assistendo ai lavori parlamentari. «Bisogna creare la consapevolezza che la democrazia non è per sempre come un diamante: va curata, avvicinando i ragazzi alle istituzioni».
È con una similitudine che il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Francesco Feliziani racconta l’obiettivo del progetto. Un'iniziativa che si ripete tutti gli anni ma che per quest’occasione ha cambiato forma. «Abbiamo pensato di proporlo con una formula meno frontale e più coinvolgente, favorendo il dialogo tra soggetti che in contesti normali non avrebbero l’opportunità di confrontarsi», spiega Fabio Cocco dell’Usr. «I feedback dei ragazzi sono stati molto positivi. Bisogna avere fiducia nel futuro e cominciare a far parlare i giovani, senza farlo noi al posto loro», aggiunge sempre dall’Usr Valentina Savona. A farle eco è Michele Cossa, presidente regionale dell’associazione Ex Parlamentari: «Quello che ha determinato l’esito del referendum costituzionale è stata la partecipazione dei giovani e ciò che abbiamo riscontrato in questi incontri, a dispetto della credenza comune, è stato il grande interesse che hanno per la politica. Siamo estremamente soddisfatti del risultato del progetto, per cui l’anno prossimo pensiamo di ampliarlo coinvolgendo ancora più scuole».
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