L’analisi.

«Una politica commerciale molto aggressiva» 

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Guerra dei prezzi nei distributori di carburante: la scommessa di Eni e ora anche di Ip e il rischio per gli operatori indipendenti. L’analisi di Andrea Monticini, docente di Econometria all'Università Cattolica di Milano, sull’impatto della scelta di calmierare i prezzi.

Come nasce la strategia di fissare un tetto massimo?
« Si tratta, nei fatti, di una politica commerciale molto aggressiva. In fin dei conti non è nulla di diverso da quello che avviene costantemente con altri beni di consumo: pensiamo a quello che succede ogni volta che ci rechiamo in un supermercato per fare la spesa, dove di tanto in tanto spuntano offerte particolarmente vantaggiose ».

Questa mossa rischia di danneggiare gli operatori indipendenti?
« Questa politica può effettivamente creare un grosso problema per gli operatori più piccoli. Il motivo è strutturale: Eni, per esempio, gode dell'enorme vantaggio di controllare l'intera filiera. Le piccole stazioni di servizio devono acquistare periodicamente il carburante all'ingrosso per poi rivenderlo ».

Per i cittadini è un vantaggio reale?
«Nel breve termine certamente sì».

Qual è la vera scommessa di Eni e Ip in questo momento?

« A mio avviso, la scommessa potrebbe poggiare su una previsione geopolitica: l'auspicio che la situazione di tensione nello Stretto di Hormuz si normalizzi in tempi brevi »

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