BRUXELLES. Una vittoria schiacciante, che ha implicazioni per l’intera Unione europea. La Svizzera dice no al referendum sulla neutralità proposta dal partito Unione democratica di centro, e non cambia la sua Costituzione. Il No ha vinto con il 70,2%. In tutti e 26 Cantoni gli svizzeri hanno rifiutato la proposta referendaria, solo nel Ticino la vittoria del No è stata risicata. Per i promotori della proposta si è trattato di una sconfitta bruciante.
La proposta avrebbe portato a un cambiamento della Carta costituzionale, restringendo lo spazio di manovra del governo federale. Prevedeva, infatti, una più rigida e «perpetua» neutralità per la Confederazione, e in particolare che non aderisse ad alleanze militari o difensive, né collaborasse con esse salvo in caso di aggressione militare. Inoltre, prevedeva che la Svizzera non partecipasse a conflitti tra Stati terzi e non imponesse sanzioni economiche ai belligeranti, eccetto quelle decise dall’Onu o per prevenire l’elusione di sanzioni. Su questo punto, negli ultimi giorni, si concentravano i timori dell’Ue e le speranze di Mosca. Se il referendum fosse passato, la Svizzera non avrebbe più potuto applicare le sanzioni europee nei confronti di Mosca. E per un Paese dall’alto tasso di concentrazioni finanziarie straniere si trattava di un cambio di politica che avrebbe avuto conseguenze profonde per l’Ue.
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