Commercio.

Ue-Mercosur, sì all’accordo provvisorio 

Sarà in vigore da maggio, eliminati i dazi su esportazioni e importazioni 

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L’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e i Paesi del Mercosur entrerà in vigore dall’1 maggio, a titolo provvisorio in attesa del completamento del processo di ratifica parlamentare. L’intesa commerciale finalizzata a livello Ue a inizio anno può iniziare a essere attuata in forza della notifica, da parte della Commissione europea, dello strumento di applicazione provvisoria dell’accordo commerciale interinale Ue-Mercosur (iTA).

Con l’invio della sua “nota verbale” al Paraguay, custode legale dei trattati del Mercosur, la Commissione europea ha compiuto l’ultimo passo procedurale necessario per l’applicazione provvisoria, in linea con la decisione del Consiglio del 9 gennaio.

Gli sviluppi

Da maggio, quindi, verranno eliminati quasi completamente i dazi a importazioni ed esportazioni di tutti i prodotti oggetto dell’accordo, che si applicherà tra gli Stati membri delll’Ue e tutti i Paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) che completeranno le procedure di ratifica e ne daranno comunicazione all’Ue entro la fine di marzo.

Per parte sudamericana, Argentina, Brasile e Uruguay hanno già terminato l’iter di ratifica e notifica, mentre il Paraguay ha recentemente ratificato l’accordo e si prevede che invierà a breve la sua notifica.

La reazione

Soddisfatto il commissario per il Commercio, Maros Šefčovič, convinto che l’invio della nota verbale segni «un passo importante per dimostrare la nostra credibilità come partner commerciale di primo piano». Compiuto questo passo, ora «la priorità è trasformare questo accordo tra Ue e Mercosur in risultati concreti, offrendo agli esportatori dell’Unione Europea la piattaforma necessaria per cogliere nuove opportunità di commercio, crescita e occupazione». In tal senso, sottolinea, «l’applicazione provvisoria ci permetterà di iniziare a mantenere questa promessa».

Sul futuro dell’accordo di libero scambio Ue-Mercosur grava ancora il pronunciamento della Corte di giustizia dell’Unione Europea, a cui il Parlamento europeo ha chiesto chiarimenti giuridico-legali, poiché ci sono dubbi sulla compatibilità con i trattati Ue.

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