Asuncion. Dopo 25 anni di negoziati l'Unione Europea e il Mercosur hanno firmato in Paraguay uno dei più importanti accordi commerciali al mondo, in grado di creare un'area di libero scambio pari al 20% del Pil mondiale e, come dice Ursula von der Leyen, nuove opportunità per 700 milioni di persone. L'approvazione finale dovrà passare però dal voto del Parlamento europeo, dove permangono forti incognite e il cammino per la ratifica potrebbe durare mesi. Molti agricoltori sono già sul piede di guerra e annunciano nuovi blocchi con i loro trattori in mezza Europa.
«Segnale al mondo»
È stata comunque una giornata storica per i rapporti economici, ma anche politici, tra l'America Latina e il Vecchio Continente. Un'intesa, lungo l'asse Bruxelles-Brasilia-Buenos Aires, che ha assunto un significato geopolitico di chiara sfida alle scelte protezionistiche di Donald Trump. Il presidente argentino, l'ultraliberista Javier Milei, ha ringraziato la premier Georgia Meloni attribuendole il merito di aver portato al successo l'accordo «grazie al suo impegno». Quindi ha reso omaggio a Trump per aver catturato a Caracas Nicola Maduro. Ma le sue lodi all'inquilino della Casa Bianca sono apparse tutto sommato isolate.
Alla cerimonia di Asuncion, nell'anfiteatro del Banco Central del Paraguay, i toni nei confronti del tycoon non sono stati sempre benevoli. Ursula von der Leyen ha scelto parole chiarissime per descrivere il valore perfino morale dell'accordo e di contro incalzare il presidente americano, in modo fermo, anche senza citarlo: «Questo accordo - ha attaccato la presidente della Commissione europea - invia un segnale forte al mondo. Riflette una scelta chiara e deliberata. Preferiamo il commercio equo ai dazi doganali. Ora il mondo dovrà ascoltarci».
«Ponti, non barriere»
Anche il presidente del Consiglio Ue, Antonio Costa, ha battuto su questo punto. «Mentre c'è chi che crea barriere, noi lanciamo ponti. Oggi lanciamo un messaggio sull'essenza del commercio libero, del multilateralismo e del diritto internazionale come base nel rapporto tra le regioni». Ma von der Leyen è andata oltre: «Uniremo le nostre forze come mai prima d'ora, perché crediamo - ha insistito - che questo sia il modo migliore per garantire la prosperità dei nostri popoli e dei nostri paesi. E quando le nostre due regioni parleranno con una sola voce sulle questioni globali, il mondo ascolterà».
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