Padova. Era contrario a vendere droga con l’attività del food truck, preso in società con Marco Cossi. E, di fronte all’insistenza di quest’ultimo e all’aggressione subita per l’ennesimo diniego, ha ucciso il socio. Lo ha riferito lo stesso Samuele Donadello, 45 anni, negli uffici della questura al dirigente della squadra Mobile Immacolata Benvenuto e al pm Marina Varagnolo che tre giorni fa l’ha indagato per omicidio volontario. Stessa accusa che l’ha portato da ieri in carcere. Questo aspetto di voler usare il camioncino non solo per la vendita di panini, ma anche come copertura per l’attività illecita di vendita di sigarette al liquido Thc e altre droghe sintetiche, dovrà essere approfondito come tanti aspetti dell’omicidio che non sono ancora ben chiari. Il caso era già ben delineato lunedì pomeriggio, il giorno successivo all’omicidio di Cossi, 48 anni. La polizia aveva subito escluso il movente della rapina in quanto la vittima aveva ancora in tasca documenti, portafogli, cellulare e l’auto non presentava segni di furto. Grazie al cellulare, i poliziotti hanno appreso che Cossi aveva telefonato e si era messaggiato con quattro amici, soprattutto con Donadello, dandogli appuntamento alle 21.30 nel sottopasso dove ha poi trovato la morte.
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